UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

I supporti sensibili e la medicina

    Alla fine del 1895 il fisico tedesco W.C. Rontgen scoprì i “raggi X”, ovvero un tipo di radiazioni elet­tromagnetiche (come la luce visibile) ad alta fre­quenza ed alta energia prodotte da particolari tipi di “lampade”.     Rontgen scoprì che questi raggi, per effetto della loro grande energia, erano in grado di attraversare vari materiali, compreso il corpo umano, e da questi essere più o meno assorbiti a seconda della composi­zione e dello spessore degli stessi materiali. 
    Come la luce visibile, anche i raggi X erano in grado di impressionare una lastra sensibile a base di sali d'Argento anche se i materiali utilizzati per la luce visibile si dimostrarono poco adatti per questa radiazione a maggiore energia, ma in poco tempo vennero realizzate le prime lastre adatte ad essere meglio impressionate dalla nuova radiazione e carat­terizzate dalla presenza di emulsione sensibile su tut­te e due le facce della lastra di vetro.    
    Con questi nuovi materiali era possibile ottenere delle “radiografie” che (ieri come oggi) erano imma­gini in bianco e nero in cui i materiali più densi, che assorbivano le radiazioni e non venivano dalle stesse attraversate (es. le ossa), apparivano bianche mentre altri materiali (o tessuti anatomici), che assorbivano più o meno i raggi, apparivano con varie tonalità di grigio fino al nero se la radiazione non era assorbita affatto. 
    Già nel dicembre 1895 Rontgen scrisse un artico­lo sulla rivista della Società Medica di Wurzburg ac­cennando ai possibili impieghi dei raggi X in medici­na.
    I primi ad utilizzare per fini medici le radiografie di porzioni del corpo umano furono i militari: nel maggio del 1896 all'Ospedale Militare di Napoli il Ten. Col. G. Alvaro eseguì delle radiografie su due soldati feriti nella battaglia di Adua in Abissinia. 
    Nel 1897 l'esercito greco usò per la prima volta un impianto radiografico mobile di fabbricazione in­glese nella guerra contro i Turchi; nello stesso anno lo stesso impianto venne utilizzato in modo diffuso dagli Inglesi in India.    
    Durante la Prima Guerra Mondiale, che scoppie­rà come tutti sappiamo nel 1915, tutti gli eserciti bel­ligeranti avranno a disposizione impianti radiologici sia fissi che mobili. 
    Per ottenere la prime radiografie ci volevano esposizioni di 20-30 minuti con la “lampada” che ge­nerava i raggi X posizionata a 20 cm dalla parte del corpo da radiografare, ma già dopo poco tempo il perfezionamento sia degli apparecchi che produceva­no le radiazioni che del materiale sensibile che regi­strava le immagini, permise di abbassare i tempi di esposizione e portarli a pochi minuti. 
    Da quel momento la produzione di lastre e pelli­cole per radiografie divenne un importante fonte di guadagno per l'industria dei materiali sensibili alla luce.


    Testi vari per approfondimenti  

     Primi passi della radiologia militare

     Radiologia al fronte

rontgen
Wilhelm Conrad Rontgen

radiog
esempio di radiografia

militari

uno dei primi apparecchi radiografici mobili                  ad uso dei militari



HOME
INDIETRO
INDICE
AVANTI
INTRODUZIONE