UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

1915 - Prima Guerra Mondiale: situazione del mercato interno

    Intorno al 1915 in Italia solo la metà dei prodotti fotografici (lastre, carte, apparecchi e specialità) con­sumati annualmente dal mercato interno erano di produzione nazionale, la restante metà proveniva dall'estero: Francia, Inghilterra, Belgio, Svizzera e, soprattutto, Germania erano i paesi nostri fornitori. 
    La Germania era in Europa il principale produt­tore di prodotti fotografici che esportava con succes­so in tutti i più importanti paesi; i governi locali per stimolare il consumo dei prodotti nazionali avevano aumentato le tariffe doganali (dazi) sui prodotti d'im­portazione, ciò aveva in parte frenato l'importazione
di prodotti tedeschi ma aveva anche determinato un generale aumento dei prezzi ed anche una difficoltà nelle esportazioni delle produzioni interne. 
    L'Italia però non poteva eccedere sul fronte dei dazi contro la produzione tedesca poiché era legata a quel paese da una alleanza politica e militare, ed in effetti le tariffe doganali sui prodotti fotografici d'im­portazione erano scese dalle 120 lire al quintale dei primi anni del 900 alle 40 lire al quintale del 1914. 
    L'Italia aveva poi un ulteriore problema dal mo­mento che importanti materie prime necessarie per la produzione di lastre e carte fotografiche erano d'im­portazione, provenivano dall'estero la gelatina ed il Bromuro di Potassio, ma anche per le lastre di vetro, che dovevano essere perfette, senza difetti di fusione e di spessore costante, non erano adatte le normali lastre di vetro per finestre prodotte in Italia. 
    Erano d'importazione anche i prodotti chimici ne­cessari per la preparazione delle soluzioni utilizzate per il trattamento del materiale sensibile impressio­nato (sviluppo, fissaggio, ecc.); in particolare alcune importanti materie prime presenti nelle nuove solu­zioni per lo sviluppo delle immagini (idrochinone e metolo) erano di produzione quasi esclusivamente germanica in virtù dei brevetti posseduti da quel pae­se.    
 

    Prima di continuare a raccontare le vicissitudini occorse a chi si occupava della produzione di mate­riali sensibili, vorrei spendere qualche riga di questo testo per parlare di chi tali materiali utilizzava: i fo­tografi.
    Come è stato già raccontato l'invenzione dei ma­teriali sensibili a base di gelatina – bromuro d'Argen­to, la loro produzione a livello industriale e la loro reperibilità ormai quasi capillare anche nelle città meno importanti o per corrispondenza, la possibilità di delegare il trattamento del materiale esposto a ter­zi, aveva reso la fotografia alla portata di molti.             
    Vorrei però sottolineare come la pratica della fo­tografia fosse un'attività ancora appannaggio di per­sone appartenenti a classi sociali agiate come la no­biltà, l'alto clero e la nascente classe borghese, que­sto accadeva sia per motivi economici che per motivi culturali.     

    Le classi sociali più povere, specialmente nelle campagne, a malapena avevano di che sopravvivere ed anche la nascente classe operaia delle città con i salari dell'epoca non riusciva a permettersi consumi che non fossero quelli ristretti alla più impellente ne­cessità (alloggio, vitto, vestiario), a ciò bisogna ag­giungere che l'analfabetismo e le inesistenti cono­scenze tecnico-scientifiche erano la normalità tra le classi sociali più basse: per questo la vita necessaria­mente semplice di contadini ed operai e la fotografia difficilmente avevano occasione di incrociarsi.
    Nel 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale che vedeva schierate da una parte Austria e Germania e dall'altra Francia, Inghilterra e Russia; come sappia­mo in un primo momento l'Italia restò neutrale ma nel maggio del 1915, con un rovesciamento di al­leanze, entrò in guerra al fianco di Francia, Inghilter­ra e Russia contro i vecchi alleati, Austria e Germa­nia.
    L'entrata nel conflitto determinò il blocco imme­diato e totale di tutte le importazioni dalla Germania che impattò duramente sul mercato fotografico na­zionale mettendo in enorme difficoltà sia i commer­cianti che gli industriali del settore che si trovarono improvvisamente senza prodotti da vendere e mate­rie prime da trasformare.
    I paesi nostri alleati potevano fornirci i prodotti mancanti solo in quantità limitata sia perchè impor­tanti zone industriali erano interessate dagli eventi bellici sia perchè la produzione interna di quei paesi era comunque limitata e non c'erano eccedenze da poter esportare. 
    Restavano solo gli Stati Uniti d'America come potenziale fornitore di prodotti e materie prime, ma le ovvie difficoltà di trasporto rendevano tale possi­bilità molto, troppo costosa ed inoltre alcuni prodot­ti (es. idrochinone) non erano facilmente re­peribili in quel pae
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