UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

1915 - Prima Guerra Mondiale: l'impegno dell'industria nazionale

    Lo scoppio della guerra aveva provocato la dimi­nuzione della richiesta di materiale fotografico da parte dei fotografi, soprattutto dilettanti, anche a cau­sa dei divieti imposti dalle autorità: In questo pe­riodo moltissimi amatori sono costretti all'inerzia, perchè non solo nei territori dichiarati in zona di guerra, ma anche in tutti i paesi dichiarati in istato di difesa è proibito fotografare, non solo ma anche semplicemente trasportare a mano un apparec­chio” (il progresso fotografico – luglio 1915). 
    Erano però aumentate di molto le richieste prove­nienti dai comandi militari, sia di materiali sensibili ordinari che di materiale per usi particolari come ad esempio le lastre radiografiche; basti ricordare che la Cappelli per aumentare la produzione di quest'ultima tipologia di lastre dovette ingrandire lo stabilimento di via Friuli.     

    Per ovviare alla penuria di materie prime d'im­portazione da più parti salirono incitamenti agli in­dustriali italiani affinchè avviassero una produzione nazionale: ”Da più parti d'Italia ci pervengono do­mande da parte d'abbonati sul modo di rimediare alla deficienza ognor più sentita di lastre e carte sensibili. I commercianti trovano difficoltà e rifor­nirsi e fotografi e amatori a loro volta non possono avere tutto quanto desiderano. E non si tratta inve­ro d'industrie che mancassero in Italia; anzi le no­stre industrie specialmente di lastre, non solo fab­bricavano pel consumo interno ma anche per l'e­sportazione........
    Ma anche queste nostre industrie avevano il loro punto debole: dipendevano dall'Estero spe­cialmente per le lastre di vetro, pel bromuro di po­tassio e per la gelatina........   
    Bisogna quindi pensare seriamente a provvede­re in Italia......    
 

E' un momento in cui ogni industria deve por­tare il suo aiuto, se può, per rifornire di materie prime altre industrie italiane ........ 
    Se i nostri industriali sapranno approfittare del momento come alcuni cui non mancano capitali ed iniziativa hanno dimostrato di saper fare, alla fine della guerra non solo ci troveremo con molte nuo­ve industrie, ma avremo imparato a nostre spese, quanto precaria sia la posizione industriale di uno Stato che ha bisogno pel funzionamento delle sue industrie, di ricevere dall'estero innumerevoli pro­dotti che pure potrebbe fabbricare in casa. 
    Ed una più equa protezione doganale dell'indu­stria non mancherà da parte del Governo, che avrà in questa occasione avuto agio di constatare come sia importante incoraggiare e sostenere l'industria nazionale.......”
(il progresso fotografico – settembre 1915)    
    La risposta degli industriali italiani non si fece at­tendere con precise richieste rivolte soprattutto al potere politico:
“Noi siamo assillati da ogni parte d'Italia da inviti a fabbricare svariati prodotti chi­mici special­mente organici di cui il nostro mercato è rimasto privo dopo la nostra entrata in guerra. 
    A noi non mancano in capitali e nel nostro pae­se non mancano le energie capaci di svolgere un vasto programma d'azione per modo da liberare, nel ramo dei prodotti chimici, i nostri mercati dalla schiavitù straniera. 
    Però questo non potrà svolgersi finchè il Gover­no italiano non garantisca ai produttori una prote­zione doganale almeno per cinque anni. Inoltre vi ha la questione dei brevetti, tutta in favore della Germania..... 
    Finchè l'Italia non farà come la Francia, l'Inghilterra e la Russia, e non farà scadere i brevetti tedeschi è illusorio il voler creare un'Industria Chimica in Italia.”
(il progresso fotografico – ottobre 1915)     

    Alla fine del 1915 alcuni industriali italiani ini­ziarono delle produzioni pilota di prodotti chimici da utilizzare in fotografia, in particolare va menzionato Mario Ganzini che nel suo stabilimento di Niguarda iniziò a sperimentare la preparazione di idrochinone e metolo per arrivare alla realizzazione di un impian­to che li potesse produrre in modo continuativo. 
    Nei primi mesi del 1916 l'impianto per l'idrochi­none era pronto, all'inizio ovviamente la qualità non era perfetta ma nel giro di poco tempo molti proble­mi vennero risolti e l'idrochinone Ganzini divenne una realtà.
    L'inizio del 1916 vide il sorgere di altre iniziative italiane nella produzione di articoli e prodotti per la fotografia: 
- come già detto la Gyska di Roma riprese la pro­duzione a pieno ritmo di carte fotografiche sotto una nuova ragione sociale 
- a Milano la società chimica Lepetit, Dollfus e Gausser (LEDOGA) iniziò la produzione di acido pi­rogallico , prodotto un po' superato ma che aveva 
ripreso quota a causa della scarsità di idrochinone. 
    Sempre nel 1916 era aumentata la disponibilità e l'importazione di prodotti fotografici inglesi, tra cui i prodotti chimici della società JOHNSONS (Johnson e sons) in grado di sostituire nell'uso corrente il me­tolo, di difficile preparazione. 
    Ovviamente tutte queste difficoltà avevano deter­minato fin dall'inizio della guerra un repentino e no­tevole rincaro del prezzo di lastre, carte e prodotti chimici determinato sicuramente anche dal notevole au­mento del costo delle materie prime (ad esempio il potassio bromuro era rincarato di di circa 10 volte, l'iposolfito di 4 volte, il carbonato di sodio di 5 vol­te, il magnesio non era più reperibile) ma
“qualcuno mostra di dubitare che i fabbricanti italiani, ora che non hanno più a temere la concorrenza delle lastre di marca tedesca, ne abbiano approfittato per rialzare i prezzi e realizzare così maggiori be­nefici.”
(il progresso fotografico – luglio 1915)     E intanto sulle pagine delle riviste fotografiche dell'epoca fioccavano gli articoli che insegnavano ai fotografi, dilettanti e non, ad utilizzare al meglio ciò che era disponibile sul mercato ed, in alcuni casi, a preparare in proprio lastre, carte e soluzioni. 
    Nel 1918 arrivò al culmine anche la crisi per la scarsità e l'elevato costo della carta; prima della guerra i fornitori abituali di cellulosa erano l'Austria e la Germania, a causa della guerra ci si dovette ri­volgere alla Svezia, alla Norvegia ed al Canada: ov­viamente a causa dei costi di trasporto e di cambio il prezzo della cellulosa salì da 20 a 250 lire al quinta­le.    
 
    Poiché la scarsità di cellulosa era generale, la Francia e l'Inghilterra tra il 1915 ed il 1917 acquista­rono sul mercato italiano forti quantità di carta pa­gando in oro, ciò fece diminuire velocemente le scorte al punto che sul finire del 1917 il Governo ita­liano dovette vietarne ogni esportazione ed anche l'u­so della stessa per la stampa di giornali e riviste ven­ne limitata così che molte testate furono costrette a ridurre il numero di pagine.  


    Testi vari per approfondimenti

    da Il Progresso Fotografico giugno 1915

    da Il Progresso Fotografico gennaio 1916

    da Il Progresso Fotografico aprile 1916

    da Il Progresso Fotografico novembre 1916

ganzini 1915
pubblicità 1915

ganzini 1916
pubblicità 1916

lepetit 1916
pubblicità 1916

gyska 1916
pubblicità 1916

1916
pubblicità 1916


HOME
INDIETRO
INDICE
AVANTI
INTRODUZIONE