UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Dagli esplosivi alla celluloide

La nostra storia ebbe iniziò lontano dall'Italia e precisamente nella Russia dello Zar Nicola II. 
    L'esercito russo veniva rifornito di armi e muni­zioni da molti paesi ed in particolare in Francia, all'i­nizio del '900, aveva acquistato un “moderno” tipo di cannone da campo (denominato Deport) che per la sua leggerezza era adatto ad essere trainato da caval­li e quindi era ritenuto un valido armamento da uti­lizzare nelle vaste pianure della Russia. 
    Le munizioni di questo modello di cannone ne­cessitavano di un particolare tipo di esplosivo a de­flagrazione progressiva denominato “polvere B”; ov­viamente i francesi erano i fornitori anche di tale prodotto.
    Quando però nell'estate del 1914 scoppiò la Pri­ma Guerra Mondiale le necessità interne della Fran­cia impedirono alla stessa di continuare le forniture di “polvere B” ai russi; questi per altro non erano at­trezzati per avviare una produzione interna e quindi dovettero rivolgersi ad un altro paese estero. 
    La scelta cadde sull'Italia ed in particolare sulla SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) di Mila­no.    
 
Per avviare la produzione di “polvere B” era però necessaria la realizzazione di nuovi impianti e quindi di un nuovo stabilimento che per motivi di si­curezza doveva essere costruito in una zona scarsa­mente abitata.
    Venne scelto un vasto appezzamento di terreno situato in una frazione del comune di Cairo Monte­notte in provincia di Savona, chiamata Ferrania, che nell'Appennino ligure occupava il fondovalle di un piccolo fiume per una lunghezza di oltre tre chilome­tri.
    Quel territorio era stato per diversi secoli sede di un convento di Agostiniani e successivamente vi si erano insediate anche delle attività di lavorazione del ferro che utilizzavano il minerale proveniente via mare dall'isola d'Elba e, come combustibile, il legna­me proveniente dalle estese superfici boschive che lo circondavano.
    All'inizio del 1800 la proprietà di Ferrania e din­torni passò alla famiglia Durazzo-De Mari che rior­ganizzarono gli stabilimenti per la lavorazione del ferro ma soprattutto, dopo un'opera di bonifica, vi iniziarono la coltivazione di cereali con moderne tec­niche di rotazione delle colture, l'allevamento di raz­ze pregiate di bestiame, la coltivazione di uve pre­giate e la produzione di vino.      
 
    Per poter meglio trasportare i prodotti di questa vasta tenuta venne costruita anche una piccola ferro­via che collegava Ferrania con Savona da una parte e Cairo e Cengio dall'altra. 
    Anche la presenza di questo collegamento ferro­viario fu importante per orientare la scelta della SIPE che possedeva già proprio a Cengio uno stabi­limento per la fabbricazione di dinamite.      
 
    Nel 1915 la SIPE acquistò dalla famiglia Duraz­zo-De Mari la tenuta di Ferrania e nello stesso anno in un vasto capannone fino ad allora utilizzato come granaio iniziò la produzione di “polvere B” sotto la supervisione di tecnici russi. 
    Nel 1917 però in Russia scoppiò “la Rivoluzione d'Ottobre” seguita dalla guerra civile e dall'uccisione di tutta la famiglia regnante ed il governo del nuovo stato nato dalla rivoluzione firmò una pace separata con l'alleanza austro-germanica all'inizio del 1918. 
    A Ferrania ovviamente cessò la produzione di “polvere B”, ma, poiché anche l'Italia era nel frat­tempo entrata in guerra, lo stabilimento SIPE conti­nuò a lavorare a pieno ritmo producendo polvere da sparo per l'esercito italiano.     Ancora in pieno conflitto la SIPE si pose il pro­blema di come convertire la produzione dello stabili­mento di Ferrania a guerra finita e la soluzione a cui si arrivò fu che a Ferrania si sarebbe prodotta la pri­ma celluloide italiana.      
 

    In realtà tra la “polvere B” e la celluloide c'era molta più affinità di quanto si possa immaginare dal momento che in entrambi i prodotti una delle materie prime più importanti era la “nitrocellulosa” che si ot­teneva dalla reazione della cellulosa con acido nitri­co; dosando opportunamente i reagenti si potevano ottenere varie qualità di nitrocellulosa, in cui la nitra­zione era più o meno spinta, che quindi potevano avere poi utilizzi diversi.
    La celluloide era essenzialmente costituita da ni­trocellulosa e canfora: la nitrocellulosa utilizzata aveva un grado di nitrazione inferiore a quello neces­sario per ottenere degli esplosivi e insieme alla can­fora veniva sciolta in un apposito solvente (una mi­scela di alcool ed etere etilico) ottenendo un liquido denso.
    Era facile notare una grande somiglianza tra la preparazione di questa miscela e quella del collodio di metà ottocento, con l'unica differenza nell'aggiun­ta della canfora; infatti il nome di “collodio” veniva in gergo attribuito anche alla miscela nitrocellulosa-canfora ancora liquida. 
    Il collodio veniva steso in strato sottile su una su­perficie liscia, si faceva evaporare il solvente otte­nendo così una pellicola trasparente e flessibile dello spessore di circa 15 centesimi di millimetro che po­teva essere facilmente tagliata in strisce o lastre di varia misura.       
    La celluloide non era esplosiva ma rimaneva un materiale comunque molto infiammabile (si poteva infiammare alla temperatura di 180°C ca); nel perio­do di cui stiamo parlando (1915-1916) era stato già sperimentato un prodotto simile alla celluloide ma molto meno infiammabile (si infiammava a 450°C ca) in cui la nitrocellulosa era sostituita dall'acetato di cellulosa e la canfora da altri prodotti (trifenilfo­sfato o tricresilfosfato).
    La pellicola ottenuta con queste materie prime in quel periodo aveva però caratteristiche chimiche e meccaniche nettamente inferiori alla celluloide, inol­tre la produzione delle materie prime necessarie era coperta da vari brevetti tedeschi e quindi era difficil­mente praticabile nelle altre nazioni.
    La celluloide prodotta a Ferrania doveva servire per la preparazione di pellicola sensibile fotografica e cinematografica.

zar

lo Zar Nicola II

cannone

cannone da campo Deport

1900

Ferrania (1900 ca)

tavolo

Kodak: i lungi tavoli in cristallo per la stesa della celluloide

incendio

la notizia di uno dei più grandi incendi occorsi durante una proiezione cinematografica: avvenne a Parigi il 4 maggio 1897e costò la vita a 129 persone, borghesi e nobili, tra cui la sorella dell'imperatrice d'Austria




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