UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

La celluloide alla conquista del mercato cinematografico:
 il mercato italiano


    Nei primi anni del 1900 anche in Italia nascono le prime aziende dedite alla produzione di filmati: 
- una venne fondata a Torino nel 1905 da Arturo Ambrosio, già titolare di un avviato negozio di articoli fotografici, nel 1906 l'azienda diventerà Società Anonima Ambrosio 
- nel 1905 a Roma Filoteo Alberini, pioniere del cinema ed inventore, si unì con Dante Santoni per fondare la Alberini e Santoni che nel 1906 diventerà Società Anonima Cines. 
    Intanto tra il 1906 e il 1907 la tecnologia di produzione della pellicola vergine e la tecnica di ripresa e stampa dei film si era affinata offrendo la possibilità di realizzare filmati da 100-150 metri pari a 8-10 minuti di proiezione.     Nacquero altre attività italiane dedite alla produzione di film: 
- nel 1907 a Torino la Carlo Rossi e C; diventerà nel 1908 la Itala Film 
- ancora nel 1907 e sempre a Torino la ditta Ottolenghi che diventerà la Aquila Film. 
    Anche in Italia le varie società per produrre i propri filmati costruirono vari teatri di posa nelle proprie sedi, a Roma, a Milano, a Torino; nel 1909 l'industria italiana del cinema aveva raggiunto una notevole importanza tanto che la Pathè, ancora la maggiore produttrice europea, decise di aprire una filiale a Roma per realizzare films in Italia con attori italiani.      
    Il 1913 ed il 1914 furono forse gli anni migliori per l'industria cinematografica italiana che poteva contare su circa 30 case produttrici, nel frattempo la lunghezza dei filmati raggiungeva tranquillamente i 1000 metri (pari ad 1 ora di proiezione) e poteva spingersi fino a lunghezze record di 3000 metri (3 ore di proiezione) come nel caso del film “Cabiria” in cui anche il poeta Gabriele D'Annunzio venne coinvolto in una produzione cinematografica. 

    La grande produzione di film faceva la fortuna delle poche industrie in grado di fornire la pellicola vergine, prima fra tutte l'americana Kodak che nel 1909 forniva il 90% della pellicola usata in tutto il mondo, seguiva la francese Lumiere, che però non era in grado di coprire neppure il fabbisogno interno della Francia, e la tedesca AGFA, che si specializzò soprattutto nella produzione di pellicola con supporto non infiammabile a base di acetato di cellulosa.     Più tardi si aggiunsero la belga Gevaert e le americane Du Pont e Ansco; anche la Pathè si lanciò nella produzione di pellicola vergine, ma non potendo contare su una produzione di celluloide o di altro supporto plastico si ingegnò nel riutilizzare le pellicole di vecchi film: le spogliava della vecchia gelatina, le lucidava per eliminare le rigature prodotte dall'uso e vi stendeva una nuova emulsione sensibile. 
    Intorno al 1910 la Cines progettò di impiantare in Italia, a Vidarzere vicino a Padova, uno stabilimento per la produzione di pellicola cinematografica in collaborazione con l'industriale romano Adolfo Pouchain che aveva contatti con la società francese Plauchon produttrice di seta sintetica ma anche di celluloide, che forniva ai fratelli Lumiere, e di pellicola cinematografica. 
    Vennero acquistati dalla Plauchon e dai Lumiere i brevetti e le metodologie per la fabbricazione della celluloide e della pellicola sensibile, iniziò anche la costruzione di un stabilimento da adibire alla loro produzione, insieme a quella di seta artificiale, ma poi all'ultimo momento la Cines rinunciò al progetto in cambio di un contratto della Lumiere per la fornitura di pellicola francese in quantità e ad un prezzo vantaggioso.  

    Testi vari per approfondimenti

     Vecchio Cinema Italiano - prima parte da Ferrania giugno 1951
santoni

pubblicità Alberini e Santoni

taurus

Alcuni marchi di aziende italiane

cines

Il primo marchio della Cines

cabiria

Il cartellone di Cabiria




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