UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Fotografia e Fascismo: dai Dopolavoro all'Autarchia

    Un'altra organizzazione che in quel periodo contribuì alla diffusione della fotografia tra la gente fu l'Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.). 
    L'OND venne creata dal regime fascista nel 1925 con il compito di occuparsi del tempo libero dei lavoratori ed in particolare di curare “l'elevazione morale e fisica del popolo attraverso lo sport, l'escursionismo, il turismo, l'educazione artistica, la cultura popolare, l'assistenza sociale, igienica, sanitaria ed il perfezionamento professionale”. 
    L'attività dei Dopolavoro, che potevano essere promossi sia dai comuni che dalle aziende pubbliche e private, si sviluppo soprattutto in tre direzioni: 
- attività fisica e sportiva, con creazione di numerosi circoli e società sportive attive in tutte le discipline 
- attività turistica ed escursionistica, con creazione di molti gruppi che organizzavano viaggi in comitiva approfittando delle agevolazioni sui prezzi dei trasporti e degli alberghi 
- attività artistica, con creazione di gruppi e circoli con interesse nel teatro, nella musica, nel folclore, nella fotografia e cinematografia, nella radiotelefonia.      
    Attraverso l'OND il regime riusciva ad organizzare ed impegnare le ore di riposo e le giornate festive di molti italiani, offriva dei servizi reali e concreti ed in cambio otteneva il consenso della popolazione ed impediva il contatto tra stessa e le esigue forze sociali e politiche che criticavano il fascismo. 
    I circoli fotografici nati all'interno dei dopolavoro avvicinarono sicuramente molti italiani alla fotografia, persone semplici, operai ed impiegati che diversamente non avrebbero avuto l'opportunità di cimentarsi in quella attività.         Spesso le aziende attraverso i dopolavoro offrivano ai propri dipendenti la possibilità di acquistare beni e servizi legati al tempo libero a condizioni particolarmente favorevoli; ad esempio nel 1929 la FILM “...per dare ai propri operai la possibilità di una ricreazione dopolavoristica in armonia col carattere dell'industria, ha distribuito a tutti un apparecchio fotografico calcolato ad un prezzo ridottissimo e concedendo il pagamento a piccole rate. Gli operai hanno accolto con vivissima soddisfazione questo atto generoso della Direzione...” (Il Progresso Fotografico – agosto 1929) 
    Nella propaganda fascista assunse un ruolo centrale l'esaltazione dell'Italia e di tutto quello che era “Italiano”, per l'occasione vennero recuperati simboli e personaggi del passato reputati “gloriosi” ed in grado di dimostrare le capacità superiori della stirpe italica,
    L'esaltazione dell'Italia era anche esaltazione dei prodotti italiani, compresi quelli fotografici; su giornali e riviste fecero la loro comparsa “reclame” in cui l'amore per la Patria veniva utilizzato per convincere la popolazione a preferire le merci fabbricate in Italia rispetto a quelle provenienti dall'estero. 
    Acquistare prodotti nazionali divenne una necessità quando iniziò il periodo della così detta “Autarchia”.                 Nell'ottobre del 1935, quando il governo fascista decise di invadere l'Etiopia, la Società delle Nazioni, di cui sia Italia che Etiopia facevano parte, decise di applicare all'economia italiana delle “sanzioni” sotto forma di blocco delle importazioni e delle esportazioni di varie merci. 
    In realtà le sanzioni non erano particolarmente stringenti; certo riguardavano il commercio delle armi ma non erano interessate altre importanti merci come carbone, petrolio e acciaio, ed alcuni importanti paesi non vi aderirono, ad esempio la Germania, con cui l'Italia aveva intensi rapporti commerciali, e gli Stati Uniti che non facevano parte della Società delle Nazioni. 
    Il regime di Mussolini rispose lanciando la politica dell' “Autarchia”, ossia di autosufficienza economica, le merci che prima provenivano dall'estero vennero sostituite da merci uguali o simili prodotte in Italia; anche dopo la revoca delle sanzioni economiche, dopo solo sette mesi, la politica autarchica del regime continuò e ciò fu un indubbio aiuto che il governo italiano fornì a tutto l'apparato industriale nazionale.    
    Venne tra l'altro istituito il Comitato Interministeriale per le Materie Prime Insufficienti e per i Succedanei e Surrogati (CISS); tra le materie prime insufficienti figuravano al primo posto i combustibili fossili (carbone e petrolio), al secondo le fibre tessili (lana e cotone) ed al terzo il legno e la cellulosa, quest'ultima indispensabile per la produzione della celluloide e quindi delle pellicole fotografiche. 
    Per sostituire in parte alcune delle materie furono utilizzati prodotti nazionali o inventati dei succedanei: 
- per quanto riguarda i combustibili fu incrementata l'estrazione di carbone, in Sardegna ed in Istria, e la produzione di alcool etilico dalla fermentazione di frutta e barbabietole da zucchero nonché sfruttati alcuni giacimenti di petrolio presenti in Albania. Purtroppo la qualità dei carboni nazionali e del petrolio albanese non era delle migliori. 
- per le fibre tessili la lana venne sostituita dalla Lanital, ottenuta dalla caseina del latte, ed il cotone dal Cafioc, ottenuto da canapa e ginestra, e dal Rayon, ottenuto dalla cellulosa. 
    Purtroppo la cellulosa non poteva essere sostituita e questa materia prima, oltre che nell'industria fotografica, era indispensabile anche in altri importanti settori industriali come in quello della carta e, soprattutto, degli esplosivi. 
    Le sanzioni prima e l'Autarchia poi provocarono la scomparsa dal mercato italiano dei prodotti fotografici provenienti da alcune nazioni, in particolare dalla Gran Bretagna e dalla Francia, come appare evidente dalla lettura delle inserzioni pubblicitarie presenti nelle riviste di settore di quel periodo. 
    La situazione era simile a quella già vissuta durante la Prima Guerra Mondiale con la differenza che questa volta la Germania, la nazione in cui avevano sede molte tra le più importanti industrie fotografiche mondiali, continuava a rifornire il mercato italiano di ogni tipo di prodotto chimico e meccanico. 
    Fino al 1939 la produzione nazionale e le importazioni da Germania e Stati Uniti riuscirono a garantire ai fotografi italiani la fornitura di prodotti in quantità e qualità adeguata ad un costo ancora accessibile; però a causa della nuova e difficile situazione politica e militare per i fotoamatori iniziarono le limitazioni ed i divieti riguardo i soggetti fotografabili, erano numerose le località marine e montane in cui era vietato fare riprese in esterno e per molti non restava che la possibilità di dedicarsi al ritratto in casa o in studio. 
    Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale in un primo momento non fece peggiorare di molto la situazione, almeno finchè la Germania sembrò dominare su tutti i fronti e poter concludere in tempi brevi le ostilità, ma a partire dal 1941 le condizioni in cui ifotografi italiani si trovarono ad operare precipitarono rapidamente. 
    Le pagine delle riviste di fotografia si riempirono di consigli su come risparmiare materiali e prodotti, su come recuperare l'Argento dai bagni chimici, su come sostituire ciò che diventava sempre più difficile da reperire mentre leggi e circolari del governo vietavano sempre di più l'uso della fotografia ai privati cittadini; alla fine fu chiaro che la guerra non sarebbe stata né breve né facile, nel 1942 anche “Il Progresso Fotografico” senza più carta, e forse anche con ormai pochi lettori, dovette arrendersi alle difficoltà e cessare temporaneamente le pubblicazioni.               Fotografare era diventato ormai impossibile e pericoloso ma soprattutto la difficile realtà di quel periodo non lasciava spazio ad attività ricreative; chiusi i circoli, chiusi i dopolavoro, inviati gli uomini migliori sui vari fronti, da riprendere e immortalare restavano solo la fame e le distruzioni.

    Testi vari per approfondimenti

    Chi ha inventato la Camera Oscura

    Discorso di Benito Mussolini del 25 marzo 1936 all'Assemblea Nazionale delle Corporazioni

    Il Corriere Fotografico gennaio 1940

    Il Progresso Fotografico novembre 1940

    Il Corriere Fotografico novembre 1941

    Il Progresso Fotografico febbraio 1942 e marzo 1942

teatro

compagnia teatrale del dopolavoro FILM

vie d'ita

una delle più lette riviste di turismo ed escursionismo di quel periodo

ciclo

dipendenti FILM partecipano ad un cicloraduno

etiopia

così la stampa annuncia la vittoria

manifesti

manifesti di propaganda

montecatini

pubblicità 1941

bombe

Milano 1943: gli effetti di un bombardamento




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