UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Invenzioni tra le due guerre mondiali:
cinematografia a formato ridotto - Pathe Baby e 16 mm (2^ parte)


    Entrambi i sistemi avevano vantaggi e svantaggi, cercheremo di capire quali erano e come tali sistemi furono accolti da parte del pubblico italiano, tenendo conto che comunque anche il cinema a formato ridotto era un 'attività che per costo ed impegno non era alla portata di tutti.                                                                                     Sulle riviste più importanti, ad esempio Il Progresso Fotografico, si iniziò a scrivere diffusamente del sistema Pathè a partire dal 1925 mentre per trovare traccia del sistema Kodak occorre arrivare fino al 1927, quindi per un certo periodo il sistema francese fu l'unico realmente disponibile.                                                                             Con la pellicola 16 mm si ottenevano fotogrammi leggermente più grandi (di circa il 30%) ma molti erano i punti a favore del sistema Pathè; per iniziare il costo dell'attrezzatura, ad esempio confrontando i prezzi sul catalogo Ganzini del 1930 si notava che la cinepresa Pathè motorizzata costava 950 lire mentre la cinepresa originale 16 mm Kodak aveva un prezzo di ben 1500 lire, anche se esistevano cineprese per lo stesso tipo di pellicola di altre marche, come la Nizo, a prezzi più bassi (1000 lire).                                                                                                 Occorre anche spendere alcune parole sul trattamento della pellicola invertibile che nei due sistemi aveva delle differenze che determinavano dei comportamenti diversi da parte degli utilizzatori con ripercussioni sul costo finale del filmato nonchè sul risultato qualitativo dello stesso.
    Con la pellicola Pathè i trattamenti da eseguire erano: 
- sviluppo della pellicola con una opportuna soluzione di sviluppo con ottenimento di una prima serie di immagini negative 
- dissoluzione dell'argento delle immagini ottenute con l'uso di una soluzione di Permanganato di Potassio e Acido Solforico 
- la soluzione di Permanganato aveva un intenso colore rosso vinaccia che impregnava tutta la pellicola, era quindi necessario un trattamento con Bisolfito di Sodio per togliere ogni residuo di colore (sbiancamento) 
- 2° sviluppo ovvero la trasformazione degli alogenuri d'argento ancora presenti sulla pellicola in argento metallico nero con ottenimento delle immagini positive, si poteva usare ad esempio Idrosolfito di Sodio 
- eventuale fissaggio con Sodio Iposolfito e lavaggio finale con acqua                                                                         Con la pellicola 16 mm del sistema proposto dalla Kodak il trattamento era uguale per quanto riguarda i primi tre passaggi ovvero sviluppo, dissoluzione dell'argento dell'immagine negativa, sbiancamento della pellicola; a questo punto, prima di procedere con il secondo sviluppo, era necessario che la pellicola ricevesse una seconda esposizione alla luce, meglio se artificiale perchè doveva essere quanto più uniforme possibile e doveva raggiungere la superficie della pellicola in ogni sua parte.                                                                                                             Solo dopo questa seconda posa si poteva procedere con il 2°sviluppo e le successive fasi di fissaggio e lavaggio.                                                                                                                                                                 La causa di questa diversità nel trattamento risiedeva nel diverso spessore dello strato di gelatina contenente i sali d'argento steso sulla pellicola di Acetato di Cellulosa, più sottile nella pellicola prodotte dalla Pathè e più spesso nella pellicola Kodak.                                                                                                                                     A motivo di queste differenze risultava che solo la pellicola Pathè poteva essere trattata in proprio dall'amatore, infatti la pellicola 16mm era messa in vendita con il trattamento già incluso nel prezzo mentre per la pellicola da 9,5 mm il costo del trattamento presso laboratori professionali, comunque possibile, veniva conteggiato a parte.        D'altra parte se il trattamento domestico consentiva un sensibile risparmio di denaro era pur vero che non sempre i risultati erano ineccepibili, soprattutto all'inizio, mentre il trattamento eseguito direttamente dal produttore o comunque da laboratori attrezzati dava al cineamatore la certezza di ottenere sempre filmati di buona qualità.
    La Pathè per aumentare la propria penetrazione nel mercato delle proiezioni casalinghe e in quello delle proiezioni nelle scuole o nei circoli ricreativi aveva creato un vasto catalogo di film in formato 9,5 mm in vendita contenente numerose comiche di Charlot o Harold Loyd ma anche documentari in cui venivano mostrate le bellezze di numerose località turistiche italiane e straniere.                                                                                         Pochi produttori si cimentarono nella fabbricazione di apparecchi per il formato 9,5 mm, oltre alla Pathè solo la Nizo, forse perchè l'azienda francese concedeva difficilmente la possibilità di utilizzare i propri brevetti; diversa invece la situazione per quanto riguarda il formato 16 mm dove varie aziende, anche importanti, prima o poi fabbricarono cineprese o proiettori per questo secondo tipo di pellicola.                                                                     Questa situazione di equilibrio e concorrenza non durò molto, nel 1927 ci fu un accordo tra Charles Pathè e George Eastman per la cessione a Kodak degli stabilimenti in cui si produceva la pellicola francese con la nascita della Kodak-Pathe, poi l'anno successivo la società americana acquisì il controllo totale della ex rivale: il risultato di questa operazione fu la presentazione di un nuovo tipo di pellicola da 9,5 mm migliorata nelle prestazione ma che necessitava della seconda esposizione alla luce e quindi non poteva più essere trattata in proprio dal cineamatore.

    Testi vari per approfondimenti

    da catalogo Ganzini 1930

    catalogo Pathe Baby 1926 (in francese) 

pell pathe

spezzone pellicola 9,5 mm (ingrandita)

pell 16

spezzoni pellicola 16 mm e 8 mm (ingranditi)

acc pathe

accessori Pathè per il trattamento della pellicola

pathe kid

proiettore Pathè per proiezioni casalinghe (1930)

zeiss

cinepresa e proiettore 16 mm Zeiss-Ikon (1929)

16mm

Pubblicità 1930




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