UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Invenzioni tra le due guerre mondiali:
fotografia con il piccolo formato - le rivali della Leica


    Il successo della Leica spinse altri costruttori di fotocamere a cimentarsi nella fabbricazione di apparecchi per il “piccolo formato”; qualcuno di questi cercò di battere anche nuove strade, con fotocamere meno costose, e nel 1930 venne , ad esempio, presentato dalla Zeiss Ikon l'apparecchio Kolibrì per il nuovo formato di 3x4 cm (30x40 mm) su pellicola formato 127 (detta in quel periodo 4,5x6 cm).                                                        
    Molti però furono quelli che crearono apparecchi per pellicola cinematografica 35 mm; ci fu chi fabbricò prodotti di grande qualità e prestigio ma anche di elevato costo, a volte superiore a quello della stessa Leica, e chi invece cercò di fabbricare apparecchi più economici, cercando un difficile equilibrio tra prestazioni e prezzo.     
    In tutti i casi ogni replica non fece che accrescere sempre più il mito della Leica; di seguito elencheremo alcune delle fotocamere per pellicola 35 mm prodotte nel periodo 1930-1939, quelle a mio parere più interessanti.    
    Nel 1931 la società tedesca G.A. Krauss presentò la Peggy, probabilmente il primo apparecchio simil-Leica; il formato del negativo era il classico 24x36 mm ma la pellicola veniva fatta passare dal caricatore di partenza verso un caricatore vuoto ed era presente all'interno della fotocamera un dispositivo di taglio azionabile dall'esterno che permetteva di tagliare la pellicola già esposta in ogni momento.
    La vera rivale della Leica fu, in una sfida tutta germanica, la Contax presentata nel 1932 dalla Zeiss Ikon, un apparecchio nato già “adulto” con telemetro accoppiato alla messa a fuoco, ottica intercambiabile ed un corredo di ben 10 obiettivi; una fotocamera di grande prestigio con un unico grande difetto: il prezzo, di molto superiore a quello della stessa Leica.                                                                                                                                         Seguirono altri modelli, Contax II (1936) e Contax III (1936), con caratteristiche migliorative che non starò ad elencare e costo sempre più elevato.                                                                                                                         La Kodak non poteva mancare in questo segmento del mercato fotografico e infatti nel 1934 presentò il suo primo apparecchio per pellicola 35 mm, la Retina, prodotto anch'esso in Germania presso gli stabilimenti della Nagel di Stoccarda che la società americana aveva acquistato nel 1932.                                                                 La Retina era una fotocamera molto più semplice delle precedenti, senza ottica intercambiabile, con un prezzo molto più economico pari a circa la metà di quello di una Leica I ed a un quarto circa di quello di una Contax I.         La Retina contribuì non poco alla diffusione del nuovo formato 24x36 mm, nel periodo 1934 – 1939 venne prodotta in 8 diversi modelli per un totale di circa 266.000 esemplari.                                                                     Insieme al nuovo apparecchio la Kodak presentò anche un nuovo tipo di caricatore per la pellicola poco costoso, usa e getta, compatibile anche con le fotocamere di altri costruttori, che la Kodak forniva già carico con uno spezzone di pellicola sufficiente per le classiche 36 pose; bisogna ricordare che caricatori simili erano già commercializzati dalla Agfa a partire dal 1932.                                                                                                         È innegabile che la disponibilità di questi caricatori già pronti aiutò fortemente la standardizzazione e la diffusione della fotografia con “il piccolo formato”, rendendola più comoda e meno dispendiosa.                     
    Tra il 1934 e il 1936 in Europa furono fabbricati numerosi altri modelli di fotocamere per la pellicola 35 mm, alcuni si distinsero con caratteristiche particolari ed innovative.                                                                          
    La Robot, fabbricata in Germania nel 1934, aveva il sistema di avanzamento della pellicola collegato con un motore a molla e quindi con questo apparecchio era possibile ottenere sia pose singole che sequenze di più fotogrammi (fino a 24 immagini con una carica della molla), con questa fotocamera si ottenevano negativi con le dimensioni di 24x24 mm, leggermente più piccoli del classico formato Leica.                                                  
    Nel 1936 la Ihagee di Dresda presentò la Kine Exakta (si potrebbe tradurre in “piccola Exakta”), sorella minore della Exakta (nata nel 1933), apparecchio con ottica intercambiabile e caratterizzata soprattutto dalla possibilità di inquadrare e mettere a fuoco il soggetto mediante un mirino reflex, ossia sullo schermo smerigliato del mirino uno specchio proiettava l'immagine proveniente dall'obiettivo.                                                              
    Nel 1937 anche la Agfa presentò la propria fotocamera per il 24x36 e decise di caratterizzarsi con un prodotto con caratteristiche diverse dalla maggior parte degli apparecchi allora in commercio: la Karat.                         
    Era un apparecchio con prestazioni modeste ma con un prezzo molto basso, alla portata di molti (costava circa la metà di una Retina) e in questa fotocamera la pellicola cinematografica 35 mm veniva utilizzata in modo diverso.
    Lo spezzone di pellicola era contenuto in un particolare tipo di caricatore, chiamato anch'esso Karat, e durante l'uso la pellicola veniva spinta da un caricatore pieno verso un caricatore; la lunghezza dello spezzone di pellicola contenuto nel nuovo tipo di caricatore consentiva di ottenere 12 pose, questa scelta tra l'altro andava incontro alle necessità di molti fotografi: “ ...stanchi delle 36 interminabili pose, che per essi rappresentavano un vero incubo... non si può dar torto a questi dilettanti che nella maggior parte dei casi svolgono saltuariamente l'attività fotografica, sia per mancanza di tempo, sia perchè le località di loro residenza offrono pochi soggetti fotografabili... Lodevolissima quindi l'iniziativa della casa Agfa di lanciare sul mercato i caricatori Karat per dodici fotogrammi..... Disgraziatamente tali caricatori servono esclusivamente per le macchine Karat... Teoricamente si potrà osservare come il caricatore di 36 pose sia economicamente più conveniente di quello ridotto a 12 pose, ma praticamente il maggior numero di pose rappresenta un inutile sciupìo a cui il dilettante si sottopone pur di condurre a termine la pellicola iniziata.” (Il Corriere Fotografico – dicembre 1940)                                                                      
    Le fotocamere finora descritte erano tutte fabbricate in Germania ma la diffusione del formato 24x36 era planetario: 
- negli Stati Uniti con la Kodak 35 (1935) della Eastman Kodak e la Argus A (1936) della International Research Corp. 
- in Giappone con la Hansa Canon (1937) 
- in Unione Sovietica con i primissimi modelli della Fed (1941)                                                                                 L'inizio della Seconda Guerra Mondiale decretò la fine temporanea di ogni sviluppo per la fotografia “piccolo formato”; in Europa la produzione subì una drastica riduzione e gli apparecchi disponibili erano per lo più destinati alle Forze Armate mentre il mercato degli Stati Uniti d'America, l'unico in cui era ancora possibile vendere fotocamere, era dominato dalla produzione domestica.

    Testi vari per approfondimenti

    interessante sito con numerose copie Leica

    da Il Corriere Fotografico marzo 1932

    da Il Corriere Fotografico dicembre 1940

peggy
pubblicità 1932

contax
pubblicità 1933

retina
pubblicità 1934

robot
pubblicità 1940

exakta
pubblicità 1939

karat caric
il caricatore Agfa Karat

karat
pubblicità 1937



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