UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Produzione di materiale sensibile in Italia (1925-1935) :
Cappelli e Tensi


    Nel 1925 in Italia erano attive tre industrie che producevano supporti sensibili alla luce, la Cappelli, la Tensi e la FILM; la produzione di ognuna di queste aziende aveva dei punti di forza ma, in egual misura, ognuna aveva dei punti deboli. 
    La Cappelli, come sappiamo la più antica delle tre, era specializzata nella produzione di lastre sensibili in vetro ed era al culmine della propria storia industriale; nel 1921 Michele Cappelli, il sessantasettenne titolare e fondatore dell'azienda, era stato nominato Cavaliere del Lavoro e nel 1926 la società aveva toccato il massimo nella quantità di lastre prodotte con una superficie totale di 160.000 metri quadri. 
    Nel 1926 la Cappelli produceva supporti con almeno 11 tipi diversi di emulsioni sensibili, in alcuni casi con caratteristiche molto particolari come ad esempio le lastre per climi caldi (etichetta Avana) in cui venivano usate particolari miscele di gelatine, che non rammollivano con le alte temperature, e le nuove lastre pancromatiche; i formati disponibili erano 16-17 per ogni tipo di emulsione (da 4,5x6 cm a 30x40 cm) per un totale di quasi 150 tipi diversi di lastre sensibili.
    Le lastre Cappelli erano tra le più conosciute, apprezzate ed usate dai fotografi italiani, amatori e professionisti, erano presenti nei cataloghi dei più importanti commercianti nazionali di materiale fotografico (Ganzini, Capitani ed altri) ed erano anche esportate con successo in vari paesi. 
    Molti erano quindi i punti di forza di questa azienda ma erano presenti anche più punti di debolezza. 
    Il più importante era legato al tipo di materiale usato per le lastre ossia il vetro che stava perdendo terreno nelle preferenze di fotografi e fabbricanti di apparecchi fotografici a vantaggio dei prodotti realizzati in celluloide e acetato di cellulosa, sia pellicole in rullo che pellicole piane.

    Se, ad esempio, confrontiamo il catalogo Ganzini del 1915 con quello dello stesso commerciante del 1926 possiamo riscontrare nei fatti questa tendenza: infatti su un totale di 77 fotocamere descritte 58 utilizzavano le lastre (il 75% ca.) mentre 19 utilizzavano la pellicola in rullo (il 25%); nel catalogo del 1926 su un totale di 54 fotocamere censite 30 utilizzavano lastre (la percentuale scendeva al 55%) mentre 24 usavano la pellicola in rullo (la percentuale aumentava al 45%). 
    Confrontando gli stessi cataloghi si poteva notare un aumento della percentuale di fotocamere a lastre in grado di accettare anche Filmpack (dal 74% del 1915 al 93% del 1926) e soprattutto una drastica diminuzione degli apparecchi a pellicola in grado di usare anche lastre (dal 47% del 1915 al 8% del 1926).
    Per favorire l'uso delle lastre tra i fotografi vennero inventati anche degli speciali telai da applicare agli apparecchi ed in grado di accogliere lastre confezionate in appositi pacchi a tenuta di luce, simili ai Filmpack per pellicole piane in celluloide; in particolare nel 1921 venne proposto il Plattenpack e nel 1925 venne presentato il Piller Plattenpack che in Italia utilizzava lastre Cappelli.

    La Tensi nel periodo preso in esame aveva un listino-prodotti più vario di quello della Cappelli comprendente lastre, pellicole, piane e in rullo, e carte; queste ultime erano il prodotto fotografico per cui la casa milanese era più nota ed apprezzata tra i fotografi italiani e di questo stesso prodotto la Tensi era rimasto anche l'unico produttore nazionale. 
    Con le proprie carte la Tensi era in grado di competere per varietà di emulsioni, di supporti e di formati con le più importanti case produttrici estere offrendo al fotografo un prodotto sempre fresco, perchè prodotto in Italia, ad un prezzo inferiore a quello dei prodotti d'importazione. 
    La Tensi fin dal 1922 era in grado di produrre pellicola cinematografica ed in rulli evidentemente utilizzando celluloide di provenienza estera, successivamente seguì la produzione di pellicola piana (portrait) e di Filmpack. 
    Un impegno tecnico ed economico considerevole con grandi investimenti come dimostrato dall'aumento più volte reiterato del capitale sociale dell'azienda che passò dai 6.250.000 di lire del 1922 ai 10 milioni di lire del 1925 per arrivare fino ai 20 milioni di lire del 1928; restava comunque il punto debole dovuto alla dipendenza da altri per l'approvvigionamento di celluloide.

cappelli 23

pubblicità 1923

plattenpack

pubblicità 1922

pillerplatten

pubblicità 1925

pillerplatten2

funzionamento del Piller Platten Pack




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