UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Produzione di materiale sensibile in Italia (1925-1935) :
la collaborazione tra FILM e Cappelli


    La FILM rappresentava nel panorama italiano dell'industria di materiale sensibile alla luce la modernità; come abbiamo già scritto nel periodo 1925-1926 era riuscita a superare le proprie difficoltà e si avviava verso una situazione economica stabile e positiva supportata anche dalla sicurezza di avere alle spalle come azionista una grande banca come era il Credito Italiano. 
    Anche la FILM aveva però il suo punto debole dal momento che il proprio marchio ed i propri prodotti erano pressochè sconosciuti presso il grande pubblico dei fotografi italiani e stranieri ed erano assenti nei cataloghi dei commercianti di materiale fotografico.
    Cercando di riassumere in estrema sintesi quanto fin qui esposto è possibile affermare che ognuna delle tre aziende (Cappelli, Tensi e FILM) era in grado di colmare una o più delle lacune delle altre due; prese singolarmente mostravano chiaramente delle carenze ma insieme potevano rappresentare veramente un degno concorrente in grado di competere nel mercato fotografico dell'epoca con le migliori società straniere.
    Nel marzo del 1929 sulle pagine del Progresso Fotografico fece la sua comparsa un breve articolo intitolato:    "le pellicole in rullo Cappelli. 
    Queste pellicole apparse sul mercato sul mercato ai primi di d'ottobre 1928 hanno guadagnato rapidamente il favore del pubblico. Favore meritato perchè le qualità dell'emulsione sono veramente ottime. Esse coniugano vigore, rapidità e trasparenza. 
    Abbiamo fatto prove sensitometriche e pratiche ed abbiamo notato che la rapidità è almeno doppia di quella adottata da molte fabbriche di pellicole in rulli. La ditta Cappelli ha messo a disposizione del dilettante pellicole in rulli che gli daranno la possibilità di lavorare anche in condizioni di luce meno favorevoli”

    Gli fece eco nel maggio del 1929 la Rivista Fotografica Italiana: 
“ Da una decina di mesi la Cappelli ha messo in commercio le sue pellicole in rotolo. Chi le usa o semplicemente le provasse si convincerà che si tratta di un materiale veramente ottimo sotto ogni riguardo. 
    Le nuove pellicole benissimo integrano il materiale rigido di cui la Cappelli a ragione può menare vanto perchè in Italia e all'Estero è apprezzatissimo dappoichè compete per qualità con qualunque altro.” 

    Gli articolisti delle due riviste non entravano nei dettagli della produzione dei nuovi rulli, sulle attrezzature e sulle materie prime usate, e comunque lasciavano intendere che finalmente la Cappelli aveva iniziato a “modernizzarsi” avvicinandosi al mondo della celluloide. 
    In realtà la verità sulla “paternità” del nuovo prodotto era diversa: la pellicola in rullo marchiata Cappelli era prodotta dalla FILM di Ferrania a seguito di un accordo commerciale raggiunto tra le due aziende nel 1928.
    Da questo accordo entrambe le aziende traevano dei vantaggi: la Cappelli poteva finalmente ampliare e diversificare il proprio listino senza dover investire tempo e denaro nello studio e nella messa a punto del nuovo procedimento, la FILM approdava, attraverso la Cappelli, ad un nuovo mercato, quello della fotografia amatoriale e professionale, in cui era importante la qualità del prodotto ma anche poterlo presentare sotto un marchio prestigioso, quale appunto era quello della antica azienda milanese. 
    Evidentemente l'accordo aveva generato gli effetti desiderati poiché dopo le pellicole in rullo la Cappelli iniziò a presentare altri nuovi prodotti tutti fabbricati dalla FILM. 
    Sulla Rivista Fotografica Italiana del gennaio 1931 si poteva leggere:
“ La M. Cappelli annuncia di aver cominciato a produrre le sue nuove carte al bromuro e al cloro-bromuro. 
    Le nuove carte vengono fabbricate sui tre tipi: Normale, contrasto e extracontrasto con supporti svariatissimi. La Cappelli però non si arresta e si riserva di lanciare nuovi tipi. Così la vecchia Casa italiana ha colmato un vuoto e ha ripreso una lavorazione che aveva abbandonato anni fa poco dopo aver rilevato la fabbrica Carte Fotografiche Gyska.”

    Nello stesso anno la Cappelli oltre alle carte fotografiche presentò: 
- pellicole in lastre rigide tipo Portrait 
- Film-pack
 
-
pellicola cinematografica 16 mm invertibile 
- pellicola cinematografica 35 mm in caricatori speciali per apparecchi Leica

    Testi vari per approfondimenti

    da Catalogo Cappelli 1932

cappelli29

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catalogo Cappelli 1932

cappelli leica

catalogo Cappelli 1932




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