UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

La Ferrania Società Anonima

    Ormai negli equilibri della società Cappelli & Ferrania il l'importanza dello stabilimento di Ferrania era predominante e quindi nell'ambiente dei fotografi nessuno si stupì più di tanto leggendo:
    “La nuova denominazione della FILM – Cappelli & Ferrania. Secondo la delibera assembleare del 30 settembre 1937 omologata dal R. Tribunale di Milano in data 26 ottobre 1937, la società FILM Cappelli e Ferrania assumerà a partire dal 10 novembre 1937 la nuova denominazione di FERRANIA.” 

    Nel 1938 nello stabilimento di Ferrania vennero completate le opere progettate: il Reparto F, per la produzione della emulsione sensibile in cascata cioè in continuo, il Reparto H1, per la stesa della pellicola; con questi nuovi reparti la fabbrica aumentava le proprie capacità produttive in termini quantitativi. 
    Non meno importante fu nello stesso anno la reazione del Laboratorio Ricerche sul Colore, settore in cui la Ferrania era in ritardo nei confronti di Kodak ed Agfa che, come spiegheremo in un successivo capitolo, erano già in possesso di supporti sensibili e procedimenti utilizzabili dai fotografi e quindi commerciabili. 
    Nel 1938 venne riproposto il classico Concorso Fotoradiofonico Ferrania ma in versione più dimessa, con solo 3 temi (anziché i classici 6), questa volta il primo premio per ogni tema era un apparecchio radiofonico C.G.E del valore di 3.000 lire affiancato da altri 10 premi da L. 100 in materiale Ferrania; la società inoltre aveva offerto un certo numero di premi anche per il Concorso indetto nello stesso anno dal Progresso Fotografico.
    Sempre nello stesso anno la sede della S.A. Ferrania venne trasferita nella nuova palazzina in Corso del Littorio 12, in un edificio appositamente costruito su progetto dell'architetto Giò Ponte (rimarrà la sede dell'azienda anche successivamente). 
    La situazione dell'industria fotografica italiana di quel periodo venne descritta in modo preciso in una conferenza di Paolo Cassinis, Direttore Tecnico della Ferrania, intitolata “I Prodotti Fotografici e l'Autarchia”, tenuta alla XX^ Fiera di Milano e pubblicata sul Progresso Fotografico del 1939: 
“......Attualmente l'industria fotografica italiana è rappresentata dai seguenti stabilimenti: 
    1) lo Stabilimento a Ferrania della “Ferrania” per la produzione di tutte le pellicole e di carte; oltre 100.000 mq. di area di cui 25.000 coperti da costruzioni industriali e 5000 da costruzioni civili. Personale: circa 1500 fra impiegati e operai; 
    2) lo stabilimento a Milano della “Ferrania” (ex Cappelli) per la produzione di lastre; 6000 mq di area di cui 4000 coperti. Personale: circa 200 tra impiegati e operai; 
    3) lo stabilimento a Milano della Tensi & C con produzione di lastre, di barite, di carte fotografiche e pellicole varie su supporto d'acquisto; 13.000 mq di area di cui 8.500 coperti. Personale: circa 300 tra impiegati e operai.
    La più grande quantità di prodotti fotografici viene impiegata nella cinematografia, quantità che annualmente non dovrebbe essere molto distante da 800.000 chilometri della ben nota pellicola nastriforme, cioè circa 20 volte il giro della Terra.....ormai la pellicola cinema positiva nazionale è da tempo la sola adoperata in Italia. E poiché si stampa anche all'estero su nostra pellicola positiva, possiamo per questo prodotto dire: autarchia assoluta.
    Un secondo gruppo di prodotti fotografici è rappresentato dalle pellicole a formati rettangolari destinate all'impiego professionistico comprendenti le pellicole radiografiche, quelle per ritratti e quelle per arti grafiche. 
    Per i risultati basti dire che oggi l'importanza delle pellicole radiografiche estere è molto ridotta tenendo noi ora il 75-80 % del mercato italiano. 
    Il terzo gruppo importante dei prodotti fotografici su pellicola è rappresentato dalle pellicole in rulletti (rollfilms), cui si possono aggiungere in sott'ordine quelle in pacchetti (filmpacks). Ai primi rulletti Tensi si aggiunsero nel 1928 quelli Cappelli-Ferrania; apparvero rulletti a 26° ed a 28° Scheiner ortocromatici, e nel 1934 i pancromatici.
    Per le lastre la produzione non mostra incremento, ma rimane press'a poco costante, poiché se hanno perduto terreno in qualche applicazione ne guadagnano sempre in altre che sfruttano la planeità e l'indeformabilità del vetro. 
    Con le lastre siamo bene rappresentati sul mercato nostro di cui teniamo oltre i 3/4 ed abbiamo anche una discreta esportazione. 
    La carta ed il cartoncino nazionali già favorevolmente accolti hanno ancora possibilità di incremento nelle vendite all'interno; la posizione raggiunta rappresenta tuttavia i 2/3 del consumo nazionale.........
    È indiscutibile quindi che un poderoso balzo in avanti sia stato fatto nell'industria fotografica in Italia da un quindicennio ad oggi, e che a questo balzo corrisponda una presa di posizione tale da essere evidente un contributo notevolissimo all'autarchia sia con la fabbricazione del supporto pellicolare, sia con i successi finora ottenuti sul mercato interno. 
    Altri successi seguiranno. Sappiamo che il vivere ed ancora più il prosperare è duro, ma questo non ci impressiona, ne ci trova disarmati. Vivere e lavorare duramente: ne abbiamo fatto ormai un dogma di vita.”

    Testi vari per approfondimenti

    da Il Progresso Fotografico 1939

stabilimento

lo stabilimento Ferrania nella sua valle

concorso38

concorso progresso fotografico 1938

uffici

i nuovi uffici della Ferrania

radiografiche

Ferrania: controllo pellicole radiografiche

pubb38

pubblicità 1938




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