UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

I prodotti Ferrania e la concorrenza

    Fin dal 1936 la FILM – Cappelli e Ferrania, poi Ferrania, si era trovata ad operare nel regime economico autarchico instaurato dal Fascismo, con gli indubbi vantaggi che ne erano derivati nella espansione sul mercato nazionale e la battaglia commerciale per difenderlo dalla concorrenza soprattutto estera. 
    La politica autarchica, ad esempio, aveva fatto sì che nel 1938 i prodotti di fabbricazione francese ed inglese fossero praticamente assenti perchè non più importati o introdotti in Italia in quantitativi molto limitati ed inoltre quel poco di materiale che riusciva ad arrivare aveva un prezzo di circa il 30% superiore a quello corrispondente di produzione nazionale per effetto delle spese per il trasporto ma soprattutto per i dazi che il governo imponeva sui prodotti esteri. 
    Quindi la concorrenza che la Ferrania si trovava ad affrontare nel 1938 era quella interna della Tensi e quella estera della Kodak e delle industrie germaniche, principalmente della Agfa. 
    La concorrenza della Tensi era, possiamo dire, fasulla dal momento che entrambe appartenevano alla stessa proprietà, la I.F.I della famiglia Agnelli; era vero che almeno all'inizio ed in alcuni settori, come quello delle pellicole in rullo, la Tensi presentava almeno formalmente una gamma di prodotti migliore, ma in poco tempo tale divario venne colmato. 
    Per quanto riguarda i prezzi poi la politica aziendale era molto attenta ed i prodotti Tensi e Ferrania avevano, a parità di formato e di tipologia, esattamente lo stesso prezzo al pubblico. 
    L'antico marchio milanese era stato mantenuto in vita probabilmente perchè molto conosciuto ed apprezzato e serviva per mantenere ed attirare i fotografi dilettanti e professionisti più conservatori e nostalgici, meno disponibili ad accettare l'utilizzo di prodotti fabbricati sotto un marchio ancora relativamente giovane.

    Fin dai primi anni degli anni 20 la Eastman Kodak aveva aperto una propria società in Italia, la Kodak Società Anonima, con sede a Milano e succursali in altre importanti città (Roma, Napoli, Venezia, Genova); poiché gli Stati Uniti non erano coinvolti nelle “sanzioni” della Società delle Nazioni, anche durante il periodo dell'Autarchia questa azienda continuò ad operare regolarmente, almeno fino al 1941. 
    Come sappiamo la produzione Kodak era circoscritto praticamente al materiale sensibile su celluloide in lastra o in rullo ed alle pellicole cinematografiche nei vari formati, la reperibilità di tali prodotti in Italia non doveva però essere sempre facile anche a causa della distanza dal nostro paese del luogo di produzione. 
    Infatti nel periodo intorno al 1940 difficilmente i prodotti Kodak erano presenti nei cataloghi dei più importanti distributori nazionali di materiale fotografico o, se presenti, mancava in genere la precisa indicazione del tipo di prodotto disponibile e del prezzo praticato, evidentemente la S.A. Kodak preferiva il diretto contatto con gli utilizzatori dando maggiore preferenza a chi faceva della fotografia e del cinema la propria professione.
    I prodotti sensibili di fabbricazione tedesca erano invece molti, ben conosciuti dai fotografi e ben distribuiti in Italia; su tutti primeggiavano quelli dell'Agfa che produceva tutta la gamma delle tipologie: lastre su vetro, pellicole piane, pellicole in rullo, pellicole cinematografiche in tutti i formati, carte e cartoncini per stampa. 
    Fortunatamente per la Ferrania (e la Tensi) anche sui prodotti tedeschi gravava il peso dei dazi sui prodotti di importazione e quindi i prezzi dei vari articoli dell'Agfa e delle altre aziende germaniche erano del 30% e più maggiori di quelli dei corrispondenti prodotti italiani.

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catalogo Vasari 1939

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pubblicità 1939

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pubblicità 1938




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