UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

La qualità dei prodotti Ferrania 

Se dal punto di vista economico la politica autarchica e protezionistica del governo era in grado di aiutare e sostenere la produzione di materiale sensibile nazionale, resta da capire se la qualità dei prodotti italiani era, al di là della facile propaganda del periodo, uguale o, magari, migliore di quella dei prodotti esteri. Allora, come oggi, i parametri utili per giudicare la qualità di un supporto sensibile erano la sensibilità alla luce, le dimensioni della grana, le qualità antialone, la sensibilità ai colori (prodotti ortocromatici e prodotti pancromatici); confrontando i valori che i vari produttori, italiani ed esteri, proponevano per i propri materiali sensibili si poteva affermare che la produzione Ferrania e Tensi era praticamente alla pari con quella Kodak e Tedesca. Solo in alcuni rari casi alcune pellicole in rullo e per il piccolo formato (24x36 mm) della Kodak e dell'Agfa avevano una sensibililtà dichiarata di qualche punto superiore a quella delle stesse pellicole Ferrania e Tensi.
Ad esempio la Kodak Super Sensitive Pancromatic veniva indicata con una sensibilità di 31° Sch. e la Agfa Isopan F con una sensibilità di 21° Din mentre le pellicole Ferrania e Tensi migliori arrivavano ad una sensibilità di 28° Sch. (pari a circa 18° Din). In realtà però la comparazione era più complessa di quanto si potesse credere come si ricavava dalla lettura di alcuni passi della Enciclopedia Fotografica del Prof. Rodolfo Namias; si parlava più esplicitamente di lastre ma gli stessi argomenti potevano essere applicati anche alle pellicole dal momento che si trovavano in un paragrafo che trattava di entrambi i tipi di supporti:
“ ... solo i valori numerici che esprimono la sensibilità possono permettere un confronto razionale tra le lastre di varie fabbriche. Ma troppo spesso i valori numerici stampati sulle scatole di lastre non corrispondono alla realtà. È
quindi bene stare in guardia contro le affermazioni riguardanti la rapidità che non siano suffragate da determinazioni sensitometriche attendibili. Con tante marche di lastre che si trovano in commercio, con tante reclames che esaltano questo o quel tipo di lastra, come il cultore di fotografia può farsi un'idea propria personale delle caratteristiche della lastra sensibile che maggiormente premono? Frasi che si sentono continuamente sono: la tal lastra è ultrarapida, supera qualunque altra in sensibilità. La tal lastra fornisce i massimi dettagli nelle ombre, dà la massima chiarezza, dà la maggior plasticità o ricchezza di chiaro-scuro, ecc. ecc. Ora bisogna che il cultore di fotografia non accetti tali affermazioni, non di rado non corrispondenti a verità, senza un controllo......
A complicare ulteriormente le comparazioni contribuivano gli stessi produttori di materiale sensibile che misuravano la sensibilità dei propri prodotti utilizzando metodi diversi e quindi la indicavano sulle confezioni con valori e scale diverse. Un articolo apparso sul Progresso Fotografico del settembre 1938 era molto interessante in proposito: “ Fra i diversi gradi sensitometrici Scheiner, DIN e H&D, non può esistere una corrispondenza rigorosamente esatta, valevole indifferentemente per i diversi materiali sensibili, poiché i fattori che servono di base per la valutazione della sensibilità differiscono notevolmente da l'uno a l'altro dei vari sistemi di misura.
Ogni fabbricante utilizzava il sistema a lui più congeniale, magari quello che gli permetteva di indicare il valore più alto possibile oppure, come la Kodak, non indicava nessun valore e si limitava a descrizioni più o meno particolareggiate; solo le Case tedesche si uniformarono al sistema DIN che peraltro era stato studiato proprio in Germania Per aiutare il povero fotografo ci fu chi realizzò delle tavole con la corrispondenza approssimativa tra i vari gradi sensitometrici ed alcuni fabbricanti (Fer­rania compresa) presero ad indicare la sensibilità dei propri materiali calcolata secondo più sistemi, in particolare quello Sheider e DIN. Alla fine di tutta questa dissertazione non abbiamo però ancora risposto al quesito forse più importante: le pellicole Ferrania e Tensi erano di buona qualità ?
Ancora una volta ci faremo rispondere dal Progresso Fotografico di quegli anni: “ Con soddisfazione rileviamo che il materiale sensibile di fabbricazione nazionale ha fatto e fa continui progressi per poter competere col miglior materiale estero. Dalla Soc. Ferrania-Cappelli abbiamo ricevuto rulli di pellicole ortocromatiche 26 Sch., rulli idem 28 Sch., rulli superpancro. Le pellicole ortocromatiche sia in prove di laboratorio sia in prove pratiche hanno dimostrato ottimi requisiti.
Specialmente curata è la confezione delle bobine per apparecchi Leica; il leichista ha oggi nelle pellicole Ferrania un materiale di fiducia che offre anche il vantaggio di un costo sensibilmente ridotto.

(Il Progresso Fotografico – giugno 1936)

La casa Tensi ci ha mandato campioni delle ultime fabbricazioni di pellicole per apparecchio Leica o simili pel formato mm. 24X36. Le pellicole ricevute sono dei tipi seguenti: Teiacromo 18 Din, Teiapan 10 Din, 17 Din, 19 Din. Le pellicole Teiacromo sono pellicole ortocromatiche di grande sensibilità e fanno veramente onore alla Ditta perchè il grado di sensibilità è veramente elevato quale si riscontra nelle più rapide pellicole estere e la sensibilità cromatica è pure notevole e non inferiore ad alcun'altra delle marche estere più rinomate.
(Il Progresso Fotografico – dicembre 1936)

    Testi vari per approfondimenti

    da Il Progresso Fotografico giugno 1936

    da Il Progresso Fotografico dicembre 1936

    da Il Progresso Fotografico aprile 1937

    da Il Progresso Fotografico settembre 1938

agfa38

pubblicità 1938

tabella

tabella conversione sensibilità

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pubblicità 1941 con doppia sensibilità

tensi36

pubblicità 1936

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pubblicità aziendale 1939




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