UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

 Isaac Newton

    I grandi padri della fotografia avevano quindi fallito nella ricerca di un sistema per la riproduzione dei colori della natura, ma probabilmente non poteva che essere così perchè, se pur non mancassero le teorie a cui appoggiarsi, non erano ancora disponibili i prodotti e le tecniche, e forse anche le menti, per poterle applicare in modo compiuto. 
    Una delle teorie più antiche da cui derivò la tricromia va attribuita al grande scienziato inglese Isaac Newton; questi nel periodo 1665-1666 riprese e modificò gli esperimenti di Cartesio e di altri in cui un raggio di luce solare veniva fatto passare attraverso un prisma; scriveva Newton:

    “All'inizio dell'anno 1666 mi procurai un prisma triangolare di vetro per provare con essa i fenomeni celebri dei colori. Per tale scopo dopo avere oscurato la mia camera ho fatto un piccolo buco nelle chiusure della mia finestra per far entrare una quantità conveniente di luce del sole, ho messo il mio prisma sul percorso del raggio solare in modo che potesse essere rifratto sulla parete opposta.

E' stato dapprima un divertimento molto piacevole guardare i colori vivi e intensi prodotti in tal modo, ma dopo un po', impegnandomi a considerarli con più attenzione, mi sono sorpreso di vederli in una forma allungata, mentre secondo le leggi della rifrazione precedentemente studiate mi aspettavo che avrebbero dovuto essere circolari.”
 
    Alla luce di queste sue osservazioni newton proseguì negli esperimenti utilizzando più prismi in serie ed alla fine elaborò una sua teoria sui colori che presentò nel 1672 sollevando non poche discussioni tra gli scienziati dell'epoca; questa teoria poteva essere così riassunta: La luce del sole (bianca) non è un'entità omogenea ma è costituita da varie componenti (colori) e quando un raggio di sole va a colpire un prisma questo è in grado di separare ed rendere visibili queste componenti. 
    Tra i diversi colori dello spettro e l'angolo di rifrazione (rifrattività) dei raggi che si producono vi è una corrispondenza biunivoca, che Newton enuncia chiaramente affermando che:

    “Al medesimo grado di rifrangibilità appartiene sempre il medesimo colore e al medesimo colore appartiene sempre il medesimo grado di rifrangibilità. 
    I raggi minimamente rifrangibili sono tutti atti a esibire il colore rosso e, inversamente, quei raggi che sono atti a esibire il colore rosso sono tutti minimamente rifrangibili. 
    Analogamente, i raggi massimamente rifrangibili sono tutti atti a esibire il colore violetto cupo e, inversamente, quelli atti a esibire un tale colore violetto sono tutti massimamente rifrangibili. Allo stesso modo, ai colori intermedi disposti in una serie continua appartengono gradi intermedi di rifrangibilità. E questa analogia tra colori e rifrangibilità è assolutamente esatta e rigida.”

    Secondo Newton i colori che si ottengono dalla rifrazione attraverso il prisma (colori dello spettro) sono 
   
il rosso, il giallo, il verde, l’azzurro e il violetto che tende al viola, insieme all’arancione, all’indaco, e a un’indefinita varietà di gradazioni intermedie. 
    Tuttavia non esistono solo i colori spettrali
(originali, semplici, prismatici nel linguaggio di Newton), ma anche quelli ottenuti mediante composizione (cioè mediante mescolanza o sovrapposizione) di due o più colori spettrali. 
    Anzi in natura non si trovano spontaneamente colori spettrali, ma solo loro mescolanze.” 

    Newton osserva che la mescolanza di due colori spettrali abbastanza vicini nello spettro dà come risultato un colore non spettrale (poiché è ottenuto come mescolanza di colori spettrali) che ha tuttavia la stessa tinta del colore spettrale intermedio tra i due, ma è un po' più pallido.
    “Infatti, un miscuglio di rosso e di giallo omogenei compongono un arancione, simile in apparenza al colore di quell’arancione che nella serie dei colori prismatici semplici giace tra essi; ma la luce di un arancione è, quanto alla rifrangibilità, omogenea, e quella dell'altro è eterogenea.”     
    Colori spettrali e non spettrali esauriscono l'insieme dei colori che l'occhio umano percepisce, infatti “tutti i colori che nell'universo sono prodotti dalla luce sono o i colori di luci omogenee oppure composti di essi.”     
    Newton con i suoi esperimenti aveva dimostrato che tutti i colori possono essere ottenuti mescolando i colori spettrali, molti scienziati, prima e dopo Newton, avevano altresì lavorato sull'ipotesi che a tale scopo fosse sufficiente mescolare tre colori (detti primari) in diverse proporzioni, i colori primari venivano individuati nel rosso, giallo e azzurro-blu. 

Era questa l'ipotesi tricromatica.



   
Testi vari per approfondimenti

    Isaac Newton - Trattato di ottica (1704)

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