UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Le lastre Agfacolor - parte prima

    Il conflitto mondiale, come ovvio, aveva congelato tutti gli studi e gli investimenti non militari e quindi alla fine della guerra il mercato dei supporti sensibili per la fotografia a colori non era cambiato e restava saldamente in mano alle aziende francesi ed inglesi, in particolare alla Lumiere che, dopo la fusione con Jougla, era ora denominata U.P.I. - Union Photographic Industrielle.                                                                                                Questa supremazia sembrava destinata a durare a lungo dal momento che la Germania, sconfitta nella guerra, viveva un momento di grave confusione sociale e crisi economica; scriveva il Progresso Fotografico dell'agosto 1919:
    “Le condizioni dell'industria fotografica tedesca. A quanto leggiamo nella rivista fotografica svizzera Photographie ed a quanto ci è dato di sapere da informazioni recenti ricevute, l'industria tedesca di materiale per fotografia, che era prima della guerra così fiorente, si trova oggi in grave crisi.

    Tale crisi deriva specialmente dal fatto che mentre il mercato mondiale è stato appena aperto alla industria tedesca e le richieste non possono essere in principio che minime, l'industria ha dea combattere con eccezionali esigenze da parte del personale operaio, che impediscono a molte industrie di riprendere una produzione remunerativa.... 
    I
n ogni modo nessuno dubita che l'industria tedesca troverà, prima o dopo, la forza per vincere tutte le avversità, e i nostri industriali devono preparasi a sostenere la concorrenza che non potrà peraltro essere più quella di prima della guerra.”

    Parole profetiche quelle di Namias poiché già pochi anni dopo i prodotti tedeschi ritornarono prepotentemente sui mercati di tutta Europa grazie ai prezzi molto convenienti dovuti alla svalutazione della valuta (il marco) che penalizzava fortemente il mercato interno ma aiutava grandemente le esportazioni. 
    Il mercato italiano fu uno di quelli maggiormente interessato da questo fenomeno a causa della debolezza dei pochi produttori nazionali; si poteva leggere su una rivista francese:
    “Italia. Concorrenza tedesca nell'industria di prodotti fotografici. I prodotti tedeschi stanno rapidamente riconquistando il posto occupato prima della guerra, qui vogliamo in primo luogo segnalare i prodotti fotografici. Le marche inglesi, americane e francesi che per qualche tempo ancora figuravano nelle vetrine dei commercianti sono ora completamente scomparse e i produttori italiani di lastre e di carte si lamentano amaramente della situazione e dell'impossibilità di lottare contro la produzione tedesca”.
(L'Informateur de la Photographie – settembre 1921)
    Intorno al 1920 anche l'industria fotografica della Germania entrò nella ristretta cerchia dei produttori di supporti sensibili per la realizzazione di immagini a colori; così il prof. Namias scriveva sul Progresso Fotografico del luglio 1921:
    “Le nuove lastre a mosaico Agfa. L'
Actien Gesellschaft für anilin Fabrikation di Berlino ha testè messo in commercio con il nome di Agfa Farben-Platten delle lastre a mosaico delle quali abbiamo potuto averne una scatola grazie alla cortesia della ditta Lamperti e Garbagnati. 
    L'esame al microscopio del mosaico di queste lastre mostra che esso è molto simile a quello delle Autochrome. I grani hanno tutto l'aspetto dei geani di fecola del mosaico Lumiere. 
    Un esame un po' più accurato mostra peraltro che mentre ogni grano delle Autochrome è separato dai grani vicini da un lievissimo involucro scuro, nel mosaico Agfa i grani sono a contatto....senza interstizi trasparenti o neri. 
    Se si osserva la dominante dei due dei due mosaici si nota che il mosaico Agfa ha una dominante alquanto rossa, mentre il mosaico Lumiere tende più al color neutro. 
    Ciò lascia subito comprendere che lo stesso filtro compensatore non potrà servire per le due categorie di lastre. Del resto l'uso di queste lastre è perfettamente analogo a quello delle Autocrome.”

    Testi vari per approfondimenti

    da Il Progresso Fotografico agosto 1919

    da Il Progresso Fotografico luglio 1921

lumjoug
pubblicità 1911


agfacolor
confezione di lastre agfacolor a mosaico


1927





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