UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Technicolor - parte prima

    Negli Stati Uniti, a Boston, nel 1915, Herbert Kalmus, Daniel Camstock, laureati al M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology), e Burton Wescott, un genio della meccanica, fondarono una società destinata a diventare universalmente conosciuta nella cinematografia a colori: la Technicolor Motion Picture Corporation. 
    Questa società mise a punto nel tempo vari sistemi per la coloritura dei film da proiettare nelle sale cinematografiche; il primo sistema Technicolor fu ideato nel 1917, era bicromatico, molto simile al Kinemacolor.         Usava normale pellicola pancromatica in una speciale cinepresa che montava dietro l'obiettivo un prisma ottico che separava il fascio di luce in entrata in due fasci che venivano fatti passare uno attraverso un filtro verde ed uno attraverso un filtro ciano (blu-verde) e impressionavano il supporto sensibile formando due fotogrammi consecutivi della stessa immagine; anche con questo sistema la velocità di ripresa e di proiezione era doppia cioè di 32 fotogrammi al secondo.

    Si sviluppava la pellicola negativa e si stampava la pellicola positiva; per la proiezione si utilizzava uno speciale proiettore con due obiettivi, uno munito di un filtro rosso ed uno di un filtro ciano, con questo apparecchio si proiettavano contemporaneamente ed a registro i due fotogrammi consecutivi che si fondevano in un'unica immagine. 
    La presenza del prisma, anziché del filtro rotante, nella ripresa ed il proiettore a due obiettivi evitavano il fenomeno delle frange colorate intorno alle immagini, comunque il sistema era imperfetto perchè durante la proiezione le immagini andavano spesso fuori registro; inoltre c'era il problema che i gestori delle sale cinematografiche avrebbero dovuto dotarsi di questo speciale proiettore e ciò rendeva economicamente poco redditizio l'uso di film a colori negli spettacoli cinematografici. 
    Con questo primo sistema la Technicolor realizzò solo alcuni film sperimentali; venne fabbricata un'unica cinepresa ora conservata allo Smithsonian National Museum of American History e considerata tesoro nazionale degli USA. 
    A titolo di curiosità ricordiamo che il primo laboratorio di sviluppo e stampa della società venne realizzata all'interno di un carro ferroviario, una unità viaggiante per seguire la produzione dei film.

    Nel 1922 la Technicolor presentò il suo secondo sistema, anche questo basato sulla bicromia. 
    Anche questo sistema utilizzava per la ripresa una comune pellicola 35 mm pancromatica in una speciale cinepresa diversa da quella del primo sistema ma che montava sempre dietro l'obiettivo un prisma ottico che, come nel precedente sistema, divideva il fascio luminoso in due parti facendolo passare attraverso un filtro rosso ed un filtro ciano, sulla pellicola le due immagini che si ottenevano erano tra di loro capovolte sotto-sopra in modo speculare. 
    Dalla pellicola negativa sviluppata si ricavavano 2 pellicole positive, una conteneva i fotogrammi che avevano attraversato il filtro rosso e l'altra quelli che avevano attraversato il filtro ciano, inoltre le immagini venivano stampate sulle pellicole positive in modo che una contenesse i fotogrammi invertiti rispetto all'asse verticale. 
    Dalle pellicole positive si eliminava l'argento in modo che nella gelatina di ognuna rimanesse l'impronta dell'immagine quindi la pellicola ottenuta dai fotogrammi filtrati attraverso il rosso veniva colorata in ciano mentre quella filtrata attraverso il ciano veniva colorata in magenta; a quel punto le due pellicole, più sottili di quelle normali, venivano incollate dorso contro dorso in modo che le immagini fossero a registro.
    Con questo sistema, poiché la colorazione era già nella pellicola positiva, si poteva usare per la proiezione un normale proiettore cinematografico. 
    Anche questo sistema aveva delle imperfezioni e dei punti di criticità; la difficoltà di incollare le pellicole in modo da avere perfettamente a registro le due immagini, rotture e errori di trascinamento durante la proiezione a causa dello spessore eccessivo dovuto al fatto di avere due pellicole incollate, difficoltà a giuntare due spezzoni di pellicola per aumentarne la lunghezza e quindi la durata del film. 
    Nel 1927 la Technicolor presentò un terzo sistema basato ancora sulla bicromia. 
    In questo nuovo processo per la ripresa si usava la stessa cinepresa utilizzata nel secondo processo, si sviluppava la pellicola negativa e, anche in questo caso, si ottenevano due film positivi su pellicola realizzata con uno speciale tipo di gelatina su cui le immagini risultavano leggermente a rilievo. 
    A questo punto alla pellicola contenente i fotogrammi filtrati attraverso il filtro rosso veniva fatto assorbire del colorante ciano ed a quella contenente i fotogrammi filtrati attraverso il filtro ciano veniva fatto assorbire del colorante magenta. 
    Con un processo simile alla stampa tipografica le pellicole-matrici venivano usate per trasferire i due colori su una terza pellicola in grado di assorbire i coloranti, anche in questo caso i fotogrammi uguali ma di diverso colore andavano sovrapposti a perfetto registro in modo da ottenere un'immagine contenente gli stessi colori della realtà; questa terza pellicola veniva usata nella proiezione per la quale si utilizzava
un normale proiettore cinematografico.     Con la crisi economica del 1929 iniziò il declino del terzo sistema Technicolor : i grandi studi non erano più in grado di finanziare produzioni costose e gli spettatori sembravano accontentarsi del vecchio bianco e nero, ora arricchito dal sonoro. 
    La Technicolor tuttavia, che già nel 1924 aveva iniziato a studiare un nuovo procedimento a tre colori e che proprio nel 1929 ne aveva cominciato la sperimentazione, non abbandonò subito questo sistema e nel 1931 introdusse dei miglioramenti volti a ridurre la grana e a migliorare la resa cromatica.

    Testi vari per approfondimenti

    interessante sito con la storia del Technicolor



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schema ripresa con technicolor 1° sistema

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schema proiezione con technicolor 1° sistema

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la cinepresa del 1° sistema technicolor

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schema ripresa con technicolor 2° sistema

matrici2matrici2a
nel 2° sistema technicolor dal negativo
alle matrici positive colorate e poi incollate



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