UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Technicolor - seconda parte

    Il 1932 segnò la nascita del quarto sistema Technicolor, basato sui principi della Tricromia.
Si utilizzava una speciale cinepresa dove scorrevano tre pellicole di cui due (una pancromatica ed una ortocromatica non sensibile al rosso) sovrapposte emulsione contro emulsione; un sistema ottico formato da uno specchio semitrasparente, un prisma divideva il fascio luminoso passato attraverso l'obiettivo in due parti. 
    Il primo fascio passava attraverso un filtro verde (che eliminava i colori della gamma del rosso e della gamma del blu, lasciando passare solo quelli della gamma del verde) e andava a impressionare la prima delle tre pellicole, che era di tipo pancromatico, quindi sensibile a tutti i colori dello spettro. 
    Il secondo fascio passava attraverso un filtro magenta (che eliminava i colori della gamma del verde, lasciando passare quelli della gamma del blu e della gamma del rosso) e andava a impressionare le altre due pellicole, che scorrevano sovrapposte, emulsione contro emulsione. 
    Prima impressionava, passando attraverso il suo supporto, un pellicola di tipo ortocromatico, quindi non sensibile ai colori della gamma del rosso, che pertanto veniva impressionata solo dai colori della gamma del blu e poi, dopo essere passata attraverso un filtro rossastro (che era incorporato in questa pellicola, sopra l'emulsione, e aveva lo scopo di eliminare i colori della gamma del blu), raggiungeva l'ultima pellicola, di tipo pancromatico, che riceveva quindi solo i colori della gamma del rosso. 
    Si sviluppavano le pellicole negative con le quali si ottenevano tre film positivi su speciali pellicole dove, come nel terzo sistema, le immagini risultavano leggermente a rilievo. 
    A quel punto alle tre pellicole veniva fatto assorbire del colorante: colorante magenta alla pellicola impressionata dai raggi della gamma verde, colorante ciano a quella impressionata dalla gamma del rosso e colorante giallo a quella impressionata dalla gamma del blu. 
    Come nel terzo sistema le pellicole-matrici venivano usate per trasferire i tre colori su una terza pellicola in grado di assorbire i coloranti, anche in questo caso i fotogrammi uguali ma di diverso colore andavano sovrapposti a perfetto registro in modo da ottenere un'immagine contenente gli stessi colori della realtà; questa terza pellicola veniva usata nella proiezione per la quale si utilizzava un normale proiettore cinematografico. 
    Anche questo sistema aveva una serie di difetti; la necessità di usare le speciali cineprese a tre pellicole che, oltre ad essere grandi e pesanti, potevano solo essere noleggiate, la necessità di utilizzare un altissimo livello d'illuminazione a causa del sistema di sdoppiamento del fascio luminoso e della bassa sensibilità delle pellicole utilizzate, la necessita di usare tre pellicole:tutto ciò contribuiva a far lievitare i costi di produzione. 
    Malgrado tutto questo sistema restò in uso fino alla fine della seconda guerra mondiale e venne utilizzato con successo soprattutto nella realizzazione di cartoni animati (ad esempio Biancaneve e i sette nani di Walt Disney); i problemi sopra citati saranno risolti più avanti nel tempo grazie ad altri tipi di pellicola per il colore. 
    Comunque l'invenzione fondamentale del sistema Technicolor ossia la stampa tricromatica da pellicole-matrici fu usata nel cinema per molto tempo, fino agli ultimi anni del 1990.

    Testi vari per approfondimenti

    interessante sito con la storia del Technicolor

cinep4
cinepresa technicolor a 3 pellicole

schema tech4
schema dello scorrimento delle pellicole
nella cinepresa technicolor 4° sistema

cinep4

cinepresa a 3 pellicole durante una ripresa



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