UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Pellicole negative a colori - parte prima

Come abbiamo già avuto modo di spiegare la possibilità di ottenere direttamente immagini fotografiche positive (come accadeva con le pellicole Kodachrome ed Agfacolor) in cui ogni immagine era un originale e con difficoltà si potevano ottenere delle copie, si adattava bene all'uso amatoriale ma molto male all'uso professionale ed industriale, specialmente cinematografico, dove servivano numerose copie di un'unica pellicola originale. 
    A partire dal 1937 la Agfa iniziò a sperimentare una pellicola cinematografica a colori negativa sotto lo stimolo del Ministero della Propaganda tedesco. 
    La pellicola a colori negativo/positivo iniziò ad essere prodotta con una certa continuità a partire dal 1939, non era però destinata alla vendita ma era ad uso esclusivo degli studi cinematografici tedeschi incaricati dal Governo nazista di produrre film lungometraggi con chiari intenti propagandistici. 
    La struttura della pellicola a colori negativa era del tutto simile a quella dell'Agfacolor positiva, cambiavamo però le sostanze copulanti in modo che in ognuno dei tre strati le colorazioni che si andavano ad ottenere erano complementari a quelle del soggetto ripreso, ad esempio fotografando un oggetto rosso sulla pellicola negativa dopo il trattamento lo stesso oggetto appariva di colore blu-verde (Cyano), un oggetto blu appariva giallo, un oggetto verde appariva magenta.

    Come accadeva per il bianco e nero, il negativo a colori si poteva mettere a contatto con una pellicola a colori simile a quella già utilizzata ed esporre alla giusta quantità di luce bianca (ovvero stampare), si otteneva sulla seconda pellicola un'immagine positiva ovvero con i colori uguali a quelli del soggetto ripreso. 
    L'Agfa non ebbe il tempo e la possibilità di trarre beneficio ed utilizzare a pieno la propria invenzione perchè con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale la Germania ebbe altri e più assillanti problemi.

    Nel 1939, mentre in Europa divampava la seconda guerra mondiale, nei laboratori della Kodak alcuni ricercatori, Martinez prima e la coppia Vittum e Jelley dopo, trovarono il modo di realizzare delle pellicole a colori in cui i copulanti erano presenti nei tre strati sensibili diversamente da quanto accadeva nel Kodachrome e similmente a quanto già realizzato da Agfa; per evitare la migrazione delle colorazioni tra i vari strati i copulanti erano incorporati in un legante resinoso.
    Nel 1940 con questo sistema venne dapprima prodotta una pellicola ad uso della aviazione militare americana da utilizzare nella ricognizione aerea e denominato “Kodacolor Aero Film reversibile. 
    Questa pellicola poteva essere facilmente elaborata con attrezzature molto semplici anche lontano dai laboratori ufficiali della Kodak, il processo si componeva di soli 5 passaggi ed erano sufficienti circa 90 minuti per completare il procedimento. 
    Malgrado il nome del prodotto (Kodacolor) le immagini che si ottenevano erano positive come con la pellicola Kodachrome. 
    Le nuove scoperte ed invenzioni della Kodak avevano reso negli U.S.A. molto diffuso l'uso della pellicola a colori fotografica e cinematografica, aumentava ora tra i fotografi americani il desiderio di potere ottenere immagini a colori anche su carta così come era possibile da tempo con il bianco e nero, immagini da poter conservare negli album di famiglia, da regalare agli amici, da esporre in cornice.

    Testi vari per approfondimenti

    Brevetto di Vittum e Jelley

schema negativo
schema sviluppo e stampa pellicola colori negativa

 aero
pubblicità pellicola Kodacolor  Aero

brevetto
brevetto di Vittum e Jelley



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