UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Il colore in Italia 1935 - 1945: il ruolo della Ferrania

    Abbiamo raccontato di come nella fotografia a colori dopo un lungo periodo di predominio francese ed, in misura minore britannico, il mercato passò nelle mani delle due potenze industriali del periodo: la Germania e gli Stati Uniti d'America. 
    La produzione dei nuovi supporti sensibili per il colore, sia positivi che negativi, necessitava di capitali e tecnologie di cui solo pochi gruppi industriali disponevano, tra questi ovviamente Agfa e Kodak. 
    In Italia solo nel 1937 si era giunti al consolidamento di un gruppo industriale, la Ferrania, che poteva avere a disposizione tutto quanto poteva servire per poter tentare di competere nel nuovo mercato dei materiali sensibili per il colore.  
    Anche il regime Fascista intuiva le grandi potenzialità che le immagini a colori potevano avere nel campo della propaganda e del controllo del consenso popolare: a tale proposito è interessante rileggere un articolo apparso sul Progresso Fotografico (giugno 1937) ad opera dell'On. Ing. Artemio Ferrario (segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Fascista Inventori) intitolato “il cinema a colori problema Nazionale”. 
    Nell'articolo Ferrario partiva da un esperimento ideato da un “colorista” italiano per arrivare a trarre alcune conclusioni:
    “ Volesse il cielo che noi potessimo tirare avanti così, come ci siamo ormai tanto faticosamente attrezzati a fare, con i nostri teatri di posa, con le fabbriche di pellicole sensibili …... Ora la nuovissima tecnica viene improvvisamente a costituire una minaccia di fronte alla quale occorre premunirsi con chiarezza di vedute e con quei criteri di indipendenza che debbono ispirare tutte le nostre concezioni industriali. 
    Il pericolo c'è ed è ben grave, né varrebbe oggi sostenere, come molti già fanno che il “film” a colori non soppianterà mai il bianco e nero......appena sia fatta un poco di abitudine da parte del pubblico, il colore diventerà una necessità, o comunque il bianco e nero si troverà in condizioni di grave inferiorità di fronte al nuovo sistema.” 

    L'articolo terminava con un incitamento a sfondo nazionalistico rivolto al mondo produttivo nazionale a cercare soluzioni originali anche per evitare alla nazione il pagamento delle royalties
    Noi abbiamo inventori che hanno proposto diverse soluzioni al problema del colore e da anni ci presentano risultati mirabili per finezza e buon gusto....... tanto più quando si pensa che essi ebbero a loro disposizione mezzi finanziari che sono forse la decimillesima parte rispetto a quelli che furono a disposizione dei loro colleghi americani. 
    Questi italiani debbono ora essere ascoltati e messi in condizione di portare a termine le loro esperienze. Se ancora una volta dovesse cadere nel vuoto il loro appassionato appello.......dovremmo trarre conclusioni ben amare circa la nostra capacità di trarre profitto e decoro dalle inesauribili attitudini inventive della nostra razza.” 

    Al termine dell'articolo era poi presente un commento del direttore del Progresso Fotografico Rodolfo Namias che, da grande esperto del mondo fotografico del periodo quale era, faceva osservare:
    “L'ing Artemio Ferrario dimostra molta fiducia negli inventori italiani; ma le invenzioni nel campo della fotografia e cinematografia a colori sono estremamente difficili ed un inventore anche per un inizio di controllo di un'idea ha bisogno in generale di un'organizzazione.” 
    L'unica organizzazione in Italia in grado di misurarsi sul problema non poteva che essere la Ferrania; in un lungo articolo apparso sul Progresso Fotografico del 1938  il dott. Paolo Cassinis, direttore tecnico dell'azienda ligure, esponeva tra le altre cose anche le intenzioni della Società in merito al colore:
    “Il colore perfetto sullo schermo è il sogno di tanti ricercatori del nuovo cinema........finora sullo schermo il maggior successo di diffusione l'ha
avuto il processo Technicolor.......Benchè non ancora applicati alla proiezioni in 35 mm ben altro interesse dal punto di vista chimico offrono invece i procedimenti Kodachrome ed Agfacolor nuovo.......I problemi da risolvere sono parecchi. Necessitano emulsioni aventi sensibilità cromatica e totale, contrasto e spessore prestabiliti. 
    Occorrono quindi ricerche nel campo delle emulsioni e tentativi per superare difficoltà meccaniche non lievi di stendimento, poiché gli strati devono essere assai sottili ed uniformi......il nodo della questione è squisitamente chimico: ritrovamento dei coloranti adatti o meglio dei componenti destinati alla copulazione. 
    Non per nulla la realizzazione operata brillantemente dall'Agfa oltre che frutto di studi di lunga lena è stata validamente aiutata dalle varie fabbriche di coloranti della I. G. Farben.”
(gruppo industriale in cui vennero riunite dal regime nazista tutte le più importanti industrie tedesche)
    “Non dispiacerà il sapere che anche per le ricerche nell'ambito del colore sono stati attrezzati speciali laboratori a Ferrania che già da qualche tempo lavorano assiduamente. 
    Senza la gemma non si ha né il ramo né l'albero e si può anche soggiungere che, se ad aprire le grandi strade grandi mezzi occorrono, a percorrerle bastano mezzi più modesti.”

    L'ultimo periodo dell'intervento di Cassinis potrebbe sembrare poco pertinente, quasi poetico, ma a mio parere dava chiare indicazioni sul fatto che a Ferrania si stava lavorando non su progetti originali ma, più semplicemente, si cercava di riprodurre i procedimenti che già erano conosciuti, in particolare il processo inventato da Agfa. 
    Nel 1940, durante l'assemblea dei soci della Ferrania, l'amministratore delegato Marmont annunciava che l'azienda era prossima a raggiungere l'obiettivo , quanto ciò fosse vero non lo si potè sapere perchè l'inizio della Seconda Guerra Mondiale troncò ogni velleità in quel campo.

    Testi vari per approfondimenti

    da Il Progresso Fotografico giugno 1937

    da Il Progresso Fotografico ottobre e dicembre 1938

cassinis
Paolo Cassinis


ig
marchio IG Farben ed aziende fondatrici


fabbrica
fabbrica IG Farben di Auschwitz


1941
pubblicità 1941



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