UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

John Joly e Gabriel Lippmann

    Seguendo le teorie di Ducos du Hauron, nel 1894 un ricercatore irlandese, John Joly, mise a punto un procedimento per riprodurre un'immagine a colori su un'unica lastra. 
    Era necessario preparare su una lastra di vetro un filtro con una serie di sottili linee colorate dei colori rosso, verde e blu-violetto, ogni linea doveva avere lo spessore di circa 0,1mm (circa 200 linee per pollice); tale filtro veniva posto davanti alla lastra fotografica su cui si eseguiva la posa con una normale fotocamera. 
    Si procedeva al trattamento della lastra ottenendo un negativo con il quale si stampava per contatto un positivo su un'altra lastra: la lastra positiva così ottenuta andava messa a registro con un altro filtro simile al primo ma in cui i colori erano complementari, ossia blu (complementare al rosso), rosso (complementare al verde) e giallo (complementare al blu-violetto) e osservata in trasparenza.
    Il procedimento ideato da Joly divenne “commerciale” nel 1896 senza però ottenere un grande successo ma dimostrando che era possibile battere una nuova strada per ottenere immagini a colori.
    

    Per completezza di informazione tra i vari scienziati che si dedicarono allo studio di metodi per ottenere immagini a colori dobbiamo citare anche Gabriel Lippmann che nel 1891 rese pubblico un metodo particolare per ottenere immagini a colori basato sul fenomeno dell'interferenza tra onde luminose. 
    Questi studi valsero a Lippmann il conferimento del premio Nobel per la fisica nel 1908 ma il suo metodo non ebbe alcuna applicazione commerciale perchè eccessivamente complesso e non facile da riprodurre.

joly
John Joly

joly foto
immagine ottenuta da J. Joly

joly filtro
il filtro utilizzato da Joly

lippmann
Gabriel Lippmann



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