UN MONDO D'ARGENTO

Breve storia dei supporti per la fotografia in Italia (1839 - 1939)

Le ricerche dei fratelli Lumiere

    All'inizio di questo paragrafo abbiamo accennato al fatto che nei primi anni del 1900 esisteva un procedimento per ottenere immagini a colori in modo pratico e semplice messo a punto dai fratelli Lumiere, già inventori del Cinematografo; ora ne parleremo in modo più approfondito. 
    L'impegno dei Lumiere nel colore sembra risalire al 1891quando furono attratti dal metodo inventato dal fisico Gabriel Lippman che, malgrado la sua complessità, era l'unico che prometteva di poter ottenere un'immagine a colori su un'unica lastra. 
    Iniziò quindi una collaborazione con il grande fisico francese che in quel periodo per sviluppare la propria invenzione aveva bisogno di lastre fotografiche con grana finissima; i due fratelli riuscirono a prepararle, ma non si fermarono lì e grazie ad ulteriori studi ed esperimenti riuscirono nel giro di alcuni anni ad aumentare la sensibilità delle lastre per il metodo Lippman in modo da portare il tempo di posa necessario ad ottenere immagini a colori da alcune ore a pochi minuti. 
    Nel 1894 i Lumiere erano divenuti abilissimi nell'utilizzare il metodo Lippman, per il quale la loro fabbrica preparava e vendeva un vasto assortimento di lastre speciali; proprio il quel momento però si convinsero che quel metodo aveva limiti intrinseci difficilmente superabili e soprattutto che non era possibile ottenere risultati costanti.         Nel 1895 i Lumiere cambiarono completamente filone di ricerca e si indirizzarono nel solco di quella iniziata da Ducos de Hauron, lo stesso che aveva permesso all'irlandese Joly di ottenere nel 1894 un'immagine a colori su un'unica lastra con il sistema già descritto. 
    Nello stesso anno i Lumiere presentarono un primo brevetto denominato “ Procedimento fotografico alle mucillagini bicromate per creare, senza trasferimento, le immagini con i loro mezzi toni, e l'applicazione di questo procedimento alla fotografia dei colori”. 
    Era un sistema in cui, come per la tricromia, occorreva prima ottenere tre immagini dello stesso soggetto attraverso tre filtri colorati su speciali lastre alla gelatina bicromata , una per ogni colore primario, che poi si coloravano e la colorazione si trasferiva su un un supporto di vetro; era in pratica un sistema di stampa più che un processo fotografico.
    Ci vollero otto anni di studi e di prove prima che i Lumiere riuscissero ad ottenere un procedimento pratico e riproducibile e finalmente il 17 dicembre 1903 venne depositato a nome dei fratelli francesi il brevetto denominato “procedimento per la fotografia a colori”; il procedimento venne ufficialmente presentato al mondo scientifico nel 1904 all'Accademia delle Scienze di Francia ed alla platea dei fotografi nello stesso anno al Congresso Fotografico Internazionale di Nancy. 
    Ma le difficoltà non erano ancora finite per Auguste e Louis e la diffusione della loro invenzione potè iniziare solo nel 1907, il procedimento ebbe anche un nome: 

Autochrome o, in italiano, Autocromia.

    Testi vari per approfondimenti

    Interessantissimo sito francese sulla Autocromia

lippmann

Lippmann in laboratorio

fabbrica

Fabbrica Lumiere nel 1900

brev1894

Brevetto Lumiere del 1894




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