STORIA FOTOCAMERE FERRANIA

Dal 1960 al 1965: dalle Ferrania tedesche alla 3M

( Lince 2, Electa I, Electa II, Euralux 34 e 44, Lince 3, Zephir, Lince 3S, Lince Super, Lince Super T, Lince Supermatic,

Lince Rapid, Eura Rapid, Zephir 2 )


lince 2
Lince 2

electa I
Electa  I

electa II
Electa  II

castiglioni
Il progetto di Achille Castiglioni

euralux
Euralux 34 e 44

zephir
Zephir

lince 3
Lince 3

lince super
Lince Super

lince superT
Lince Super T

lince supermatic
Lince Supermatic

    Nell'immaginario collettivo italiano il 1960 viene ricordato come un anno felice in cui si concretizzò il miracolo economico, in cui c'era lavoro per tutti, in cui si poteva guardare al futuro con ottimismo, con la certezza che tutti i problemi, privati o pubblici, avrebbero prima o poi trovato una soluzione. 
    Il 1960 fu l'anno delle Olimpiadi di Roma e del Mercato Comune Europeo però nel mercato italiano della fotografia fu anche l'anno in cui i produttori giapponesi di fotocamere iniziarono ad occupare sempre maggiore spazio con apparecchi che, anche se ancora guardati con un certo sospetto, venivano acquistati da fotoamatori di tutte le età soprattutto in virtù del prezzo conveniente comparato con le buone caratteristiche tecniche che mostravano di possedere.

    Nel 1960 la Ferrania si presentò sul mercato con tre fotocamere: la Lince 2 e la coppia Electa I ed Electa II. La Lince 2 era, sia nel nome che nell'aspetto, un apparecchio chiaramente derivato dalla Lince di cui manteneva le principali caratteristiche tecniche con, unica differenza, l'obiettivo che era uno Steinheil Cassar 45/2,8. 
    Non era la copia esatta di una fotocamera Dacora, nell'aspetto cio che differenziava la Lince 2 era la grossa rotella del riavvolgimento incastonato nella parte destra del tettuccio che non si riscontra in nessuno dei modelli Dacora del periodo per il 24x36; tale rotella, più o meno grande, era invece una caratteristica comune a diversi apparecchi Ferrania prodotti nel periodo 1954-59, come la Tanit, la Ibis 34 e la Ibis 44. 
    La Lince 2 era fabbricata in Italia, nello stabilimento di Milano, anche se probabilmente i componenti in larga parte provenivano dalla Germania.

    La Electa I e la Electa II, sempre per il formato 24x36 mm, erano invece costruite in Germania ed erano le copie praticamente esatte di due fotocamere tedesche prodotte dalla società Regula ovvero la Olympia Auto Set I ed Olympia Auto Set II. 
    Entrambe erano caratterizzate dalla presenza di un esposimetro Bewi in grado di controllare e regolare l'esposizione, tale automatismo poteva essere utilizzato o meno, a discrezione del fotografo che le utilizzava. 
    La Electa I era normalmente allestita con obiettivo Isco Auto Isconar 40 mm 1:3,9 ma ho avuto modo di osservare amche modelli con obiettivo Steinheil Cassar 45/2,8; per altro la stessa cosa è osservabile anche per il modello gemello a marchio Regula.

    Nel 1961 la Ferrania non presentò nessun nuovo modello di fotocamera ma si impegnò nella propaganda della propria pellicola a colori con lo slogan “1961 l'anno del colore Ferraniacolor”; inoltre vennero organizzati numerosi eventi in Italia ed in Europa per far conoscere ed apprezzare la Eura: il più originale forse fu un concorso organizzato ad Amburgo con la partecipazione di fotoamatori tedeschi e soldati USA di stanza in Germania in cui era obbligo utilizzare apparecchi Eura e pellicole Ferrania, per altro offerte dal locale rappresentante. 
    In quell'anno vennero comunque presentate delle novità nel settore delle attrezzature per la fotografia: un nuovo lampeggiatore (Microdue) e soprattutto il proiettore per diapositive Rocket progettato da Achille Castiglioni, importante ed apprezzato architetto e designer milanese.
    Lo stesso architetto venne incaricato qualche anno dopo (1964) di progettare una fotocamera per ragazzi a partire dalle caratteristiche della Eura; l'idea finale presentata da Castiglioni fu un apparecchio colorato di forma tondeggiante, quasi ovoidale che però fu ritenuta dalla dirigenza Ferrania troppo avveniristica per il periodo e quindi l'oggetto concepito non venne realizzato.
    Il 1961 fu anche l'anno in cui il dott. Franco Marmont lasciò la presidenza della Ferrania che perdeva così la sua guida carismatica; morirà a Milano il 24 marzo 1965.

    Il 1962 fu l'anno delle fotocamere Euralux 34, Euralux 44, Lince 3 e Zephir
    Nella loro semplicità le fotocamere Euralux erano le più originali, in pratica si trattava di
due apparecchi simili alla Eura ma di dimensioni leggermente più piccole che nella parte inferiore avevano incorporato un piccolo flash a lampadina con parabola richiudibile che in posizione di riposo quasi scompariva nelle forme delle fotocamere.

    Le due Euralux utilizzavano pellicola 127, montavano lo stesso obiettivo e lo stesso otturatore ma, come insito nel nome, fornivano negativi di diverso formato: la Euralux 34 dava negativi di 3x4 cm e la Euralux 44 negativi di 4x4 cm.

    La Lince 3 come i precedenti modelli della serie era un apparecchio per il formato24x36 mm, in pratica l'unica differenza tra questa fotocamera e la Lince 2 era nel diverso otturatore che nella Lince 3 era un Gauthier Vero; anche questo modello di Lince era fabbricato a Milano come la Lince 2.
    La Zephir era anch'essa una fotocamera per il formato 24x36 mm, era però fabbricata in Germania dalla Regula ed in pratica era una copia della Regula Sprinty 1° modello, unica differenza tra le due era l'obiettivo poiché la Zephir montava uno Steinheil Cassar 45 mm 1.2,8.

    Nel 1963 la Ferrania modificò ed incrementò la serie degli apparecchi Lince presentando quattro nuovi modelli e modificando la Lince 3: i nuovi modelli erano la Lince 3S, la Lince Super, la Lince Super T e la Lince Supermatic
    La nuova Lince 3 montava il solito obiettivo Cassar 45mm/2,8 ma su otturatore Prontor 250 che aumentava le prestazioni dell'apparecchio con tempi fino a 1/250, nella Lince 3S il solito obiettivo Cassar era montato su un otturatore Prontor 250S che aveva l'autoscatto incorporato; le due fotocamere mantenevano l'aspetto solito, con la presenza della grossa rotella di riavvolgimento, ma i due apparecchi erano ora fabbricati in Germania.

    La Lince Super montava un otturatore Prontor LK con tempi fino a 1/500 ed inoltre era dotato di un esposimetro al selenio con il quale era possibile determinare la giusta esposizione, nella Lince Super T era presente anche un mirino-telemetro accoppiato alla messa a fuoco.
    Le due Lince Super erano fabbricate in Germania dove avevano due sorelle: la Dacora Super Dignette Prontor 500 LK e la Dacora Super Dignette EB.

    La Lince Supermatic era sempre un apparecchio per il formato 24x36 mm, montava un obiettivo Rodenstock Ysarex 45mm/2,8 su otturatore Prontomatic, era dotato di un esposimetro in grado di interagire con l'otturatore e determinare in automatico la giusta coppia tempo-diaframma, tale automatismo era però disinseribile.

    Anche questa fotocamera era fabbricata in Germania dove aveva una sorella, la Dacora CC.

    Comunque il 1963 non sarà ricordato nella storia della fotografia per gli apparecchi Lince della Ferrania: alla Photokina di Colonia la Kodak presentò un sistema destinato a rivoluzionare il settore delle fotocamere economiche. 
    Il sistema consisteva nel nuovo magazzino porta­pellicola
Kodapak e nella linea di apparecchi appo­sitamente costruiti i denominati Instamatic
; per i nuovi caricatori la Kodak ideò e mise in produzione una nuova pellicola un poco più stretta del formato 127 con una perforazione particolare che venne da allora indicata con il numero 126. 
    Il nuovo magazzino facilitava le operazioni di ca­ricamento e di estrazione della pellicola: era formato da due contenitori uniti tra loro, uno conteneva la pellicola vergine e l'altro quella impressionata; azio­nando il sistema di avanzamento della pellicola la pellicola passava dal primo al secondo contenitore, in questo modo non occorreva né riavvolgere la pel­licola nel contenitore di partenza alla fine del rullo, né proteggere la pellicola in altro modo ed anche in caso di apertura accidentale dell'apparecchio carico le foto non andavano perse. 
    Ormai i tempi erano maturi perchè la fotografia e tutto quanto ad essa collegato, fotocamere e pellico­le in testa, diventassero prodotti di massa; la Kodak ne era consapevole e si gettò senza indugio nella mi­schia. Il successo di pubblico fu immediato e solo nel primo anno furono venduti circa 3 milioni di magaz­zini Kodapak ed un numero imprecisato ma sicura­mente notevole di apparecchi Instamati
c.

    L'anno successivo la concorrenza cercò di corre­re ai ripari e presentò il sistema Rapid. 
    Questo secondo sistema utilizzava la normale pellicola 35 mm in un caricatore particolare: gli apparecchi appositamente costruiti funzionavano con due di questi caricatori, uno pieno di pellicola vergi­ne ed uno vuoto e la pellicola veniva fatta avanzare e spinta dal primo al secondo caricatore; anche in que­sto caso le operazioni di caricamento e svuotamento erano semplificate, ad esempio non era più necessa­rio riavvolgere la pellicola nel caricatore di partenza.
    Il sistema Rapid era il frutto di una grande allean­za tra le industrie europee come Agfa, Adox, Balda, Bilora, Braun, Dacora, Ferrania, Gevaert, Ilford, Pe­rutz, Regula, Rollei, Voigtlander e Zeiss Ikon, decise a contrastare la Kodak ed il suo nuovo sistema.

    La Ferrania partecipò alla “guerra” contro la Kodak presentando nel 1964 la Lince Rapid fabbricata ancora in Germania e copia esatta della Dacora 202.
    Al di là di ciò il 1964 fu per la società ligure un anno importante, anzi decisivo: la società americana 3M acquistò dal gruppo IFI-Fiat tutto il pacchetto azionario della Ferrania SpA.

    Era quello un periodo in cui nel settore della produzione di materiale sensibile per la fotografia ci furono altre acquisizioni e fusioni, ad esempio tra Agfa e Gevaert, entrambe controllate dal gigante chimico Bayer, od anche tra Ciba e Ilford; evidentemente la fotografia stava diventando un grosso affare ed i grandi gruppi industriali non vogliono farselo scappare.

    Il 1965 fu per la Ferrania ancora un anno apparentemente tranquillo malgrado il cambio di proprietà ed in quell'anno vennero presentate due nuove fotocamere, entrambe fabbricate a Milano: la Eura Rapid e la Zephir 2.
    La Eura Rapid era il secondo apparecchio Ferrania per il sistema Rapid, era molto semplice ma anche robusta perchè costruita interamente in metallo; aveva un semplice obiettivo a fuoco fisso e due diaframmi, otturatore a tempo unico sincronizzato.

    La Zephir 2 era una fotocamera
per il formato 24x36 mm, le prestazioni erano praticamente le stesse del modello Zephir, solo nell'aspetto generale la Zephir 2 ricordava gli apparecchi della serie Lince con la calotta ed il corpo squadrato.
    Si trattava comunque di apparecchi semplici ed economici, senza pretese, da affiancare alla Eura, l'apparecchio economico Ferrania per antonomasia. 
    Finivano qui i tempi eroici dell'industria fotografica italiana, ormai il mercato dell'immagine su supporto sensibile stava diventando troppo importante, un affare per grossi gruppi industriali ma in Italia l'unica società che avrebbe potuto forse reggere il confronto (la FIAT) fece scelte diverse; fu lungimiranza o solo voglia di fare cassa con la cessione di una attività ritenuta non strategica? 
    Probabilmente non lo sapremo mai, certo è che il seguito della storia
ormai era già scritto.

eurarapid
Eura  Rapid

zephir 2
Zephir  2
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