FOTOCAMERE  ITALIANE  1946-1964
ITALIAN  CAMERAS  1946-1964
1947

    Anche il 1947 fu un anno difficile per il settore della fotografia, sempre caratterizzato da penuria di prodotti e prezzi alti; migliorò la situazione per le industrie produttrici di materiale sensibile che riuscivano a reperire le materie prime in modo più regolare.    
    Per altro le difficoltà erano generalizzate in tutta l'Europa uscita dalla guerra, ad esempio il Progresso Fotografico commentava le difficoltà che anche in Inghilterra i fotografi dovevano affrontare.    

    Con fatica riprendeva la produzione nelle industrie fotografiche tedesche; molte fabbriche avevano gli stabilimenti nella zona sotto il controllo dei russi che trattenevano ciò che veniva fabbricato a titolo di indennizzo per i danni di guerra e spesso smantellavano completamente le fabbriche trasferendo macchinari, tecnici e progetti sul territorio russo.
    Per altro anche gli alleati anglo-americani cercavano di appropriarsi dei progetti, delle conoscenze e dei migliori tecnici tedeschi da trasferire negli USA o nelle zone sotto la loro influenza; era quindi ovvio che in questa situazione la scarsa produzione tedesca non uscisse dai confini della Germania.

    In Italia il settore fotografico anche nel 1947 continuò a dare segni di vitalità forse anche grazie agli aiuti americani del piano Marshall, ad esempio quello fu l'anno della nascita di ben tre nuovi periodici specializzati: Fotografia, Ferrania e Foto-Notiziario.
    Alla Fiera di Milano vennero presentati ancora apparecchi molto interessanti come la Iso Lux, la Gamma, la Perseo e la Luckyflex, un discorso a parte però merita la Rectaflex.
    La Rectaflex fu una delle prime fotocamere reflex monoobiettivo 24x36 mm con pentaprisma per la regolazione della messa a fuoco, il prototipo del 1947 montava un pentaprisma a tetto piatto che creava problemi nelle inquadrature verticali e che quindi non venne messo in commercio.

    Si può notare come molti degli apparecchi fotografici presentati in Italia nel 1947 e nel 1946 utilizzassero pellicola cine 35 mm; con la sconfitta la Germania aveva perso anche i diritti sui brevetti anteguerra e quindi tutti i fabbricanti erano liberi di copiare i meccanismi utilizzati nelle migliori fotocamere tedesche, a ciò va aggiunto che nella penuria generale forse la pellicola cinematografica era la più facile da trovare e la meno costosa.
    Iniziarono intanto i primi commenti in merito al grande numero di industrie ottiche e fotografiche nate in quel periodo nel nostro paese e qualcuno cominciò ad avere i primi dubbi circa la qualità dei prodotti e la durata in vita di tali aziende che prima o poi avrebbero dovuto affrontare la concorrenza estera.


VOCI DALLA FIERA DI MILANO
ED ALTRI ARTICOLI

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