STORIA DELLA BENCINI

Parte Quarta : rivoluzione Kodapak

( Comet Rapid, Minicomet, Unimatic 800 - 808 - 600 )


kodapak

Sistema Kodapak


cometrapid
Comet Rapid


rapid

Sistema Rapid

   Alla Photokina di Colonia del 1963 la Kodak presentò un sistema destinato a rivoluzionare il setto­re delle fotocamere economiche. Il sistema consisteva nel nuovo magazzino porta­pellicola Kodapak e nella linea di apparecchi appo­sitamente costruiti i denominati Instamatic; per i nuovi caricatori la Kodak ideò e mise in produzione una nuova pellicola un poco più stretta del formato 127 con una perforazione particolare che venne da allora indicata con il numero 126. Il nuovo magazzino facilitava le operazioni di ca­ricamento e di estrazione della pellicola: era formato da due contenitori uniti tra loro, uno conteneva la pellicola vergine e l'altro quella impressionata; azio­nando il sistema di avanzamento della pellicola la pellicola passava dal primo al secondo contenitore, in questo modo non occorreva né riavvolgere la pel­licola nel contenitore di partenza alla fine del rullo, né proteggere la pellicola in altro modo ed anche in caso di apertura accidentale dell'apparecchio carico le foto non andavano perse. Il successo di pubblico fu immediato e solo nel primo anno furono venduti circa 3 milioni di magaz­zini Kodapak ed un numero imprecisato ma sicura­mente notevole di apparecchi Instamatic

   L'anno successivo la concorrenza cercò di corre­re ai ripari e presentò il sistema Rapid. Questo secondo sistema utilizzava la normale pellicola 35 mm in un caricatore particolare: gli apparecchi appositamente costruiti funzionavano con due di questi caricatori, uno pieno di pellicola vergi­ne ed uno vuoto e la pellicola veniva fatta avanzare e spinta dal primo al secondo caricatore; anche in que­sto caso le operazioni di caricamento e svuotamento erano semplificate, ad esempio non era più necessa­rio riavvolgere la pellicola nel caricatore di partenza. Il sistema Rapid era il frutto di una grande allean­za tra le industrie europee come Agfa, Adox, Balda, Bilora, Braun, Dacora, Ferrania, Gevaert, Ilford, Pe­rutz, Regula, Rollei, Voigtlander e Zeiss Ikon, decise a contrastare la Kodak ed il suo nuovo sistema.

   Nel 1965 la Bencini presentò la Comet Rapid schierandosi con tutte le altre maggiori industrie eu­ropee; va ricordato che la licenza per il sistema Ra­pid era totalmente gratuita mentre per costruire appa­recchi per il sistema Kodapak la licenza doveva es­sere acquistata dalla Kodak detentrice del brevetto. Era un apparecchio dalle dimensioni molto con­tenute (solo 10x7 cm) in metallo dall'aspetto vera­mente gradevole, aveva inoltre altre particolari carat­teristiche: si ottenevano 24 fotogrammi 18x24 mm ovvero ci troviamo di fronte al primo apparecchio Bencini “mezzoformato”, per la prima volta in una fotocamera Bencini era presente una slitta per flash con contatto caldo e per questo apparecchio venne presentato un piccolo lampeggiatore in plastica per lampadine tipo AG denominato Lampo Special. La “guerra” commerciale tra sistema Kodapak e sistema Rapid non durò a lungo e si risolse con la vittoria della Kodak; anche la Bencini pertanto ab­bandonò il sistema Rapid ed iniziò a costruire appa­recchi per pellicola 126.

   Nel 1966 venne prodotta la Unimatic 800; con questo apparecchio la Bencini si sforzò di differen­ziarsi dalla concorrenza. La Unimatic aveva il caratteristico aspetto degli apparecchi per caricatori Kodapak ma era costruita interamente in metallo, altra caratteristica era il siste­ma di avanzamento della pellicola ed armamento dell'otturatore: per effettuare questa operazione anzi­chè ruotare la classica rotella posta sul retro dell'ap­parecchio occorreva spingere il pulsante di scatto verso il centro fino a fine corsa, a questo punto una molla riportava lo stesso pulsante nella posizione di partenza e si poteva scattare la foto premendolo. L'operazione descritta oltre ad armare l'otturatore e far avanzare la pellicola faceva ruotare di 90 gradi l'attacco per il Cuboflash, quest'ultimo era una novi­tà in fatto di luce lampo; inventati dalla americana Sylvania nel 1965, fu subito utilizzato soprattutto ne­gli apparecchi economici tipo Instamatic.

   Nel 1967 venne presentata un'altra curiosa foto­camera: la Minicomet. Il nome stesso indicava che la particolarità di questo apparecchio era nelle dimensioni estrema­mente contenute, pari a quelle di un pacchetto di si­garette;fu inoltre il primo apparecchio Bencini co­struito in plastica. La pellicola utilizzata era la solita formato 127 ed il negativo ottenuto era di soli 2x3 cm, da ogni rullino si ottenevano 24 pose. La Minicomet veniva reclamizzata come l'appa­recchio da tenere "...in tasca, nella borsetta, nel cas­setto dell'automobile o della motocicletta per foto­grafare con soddisfazione ovunque andiate..."

   Nel 1968 vennero presentati altri due apparecchi della serie Unimatic: Unimatic 808 e Unimatic 600, quest'ultima costruita in plastica. Nel 1969 vennero annunciate anche versioni del­la Unimatic 800 colorate o meglio bicolore e preci­samente nero/bianco, nero/giallo, nero/azzurro, nero/senape, nero/arancio.


minocomet
Minicomet

unimatic
Unimatic 800
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