FOTOCAMERE  ITALIANE  1946-1964
ITALIAN  CAMERAS  1946-1964
1958

    Nel 1958 continuava l'espansione del mercato fotografico in Italia, mentre i commercianti continuavano con le loro lamentele e cercavano di ostacolare in tutti i modi l'apertura di nuovi punti vendita. 
    In Germania Occidentale il governo emanò una legge per cercare di frenare il contrabbando; i produttori erano gli unici che potevano fissare il prezzo di vendita al pubblico, gli sconti ed i premi per i rivenditori e li dovevano comunicare ad un ufficio federale opportunamente creato insieme ai numeri di matricola degli apparecchi che erano consegnati ai rivenditori ufficiali: chi veniva colto a vendere al di fuori dei normali circuiti commerciali passava delle grane.

    I costruttori di fotocamere, tedeschi e giapponesi in testa, si orientavano sempre di più verso la produzione di apparecchi automatici, ciò per riuscire ad avvicinare alla fotografia un pubblico sempre più vasto, anche quello privo di competenze tecniche; usando apparecchi automatici chiunque, senza sforzo, era in grado di ottenere foto tutte riuscite, senza errori. 
    L'industria delle pellicole spingeva sempre più verso l'uso del colore; in Italia la Ferrania iniziò a vendere la Ferraniacolor con il costo dello sviluppo escluso mentre in tutte le città nascevano laboratori specializzati nello sviluppo e stampa di rulli di emulsioni a colori ed a Milano veniva aperto un laboratorio ufficiale per il trattamento del Kodachrome che prima andava spedito all'estero.

    Le industrie della Germania presentarono numerose novità: apparecchi reflex 35 mm con pentaprisma come la Zeiss Contarex, le Zeiss Contaflex Alpha e Beta, le Agfa Colorflex e Ambiflex, nuovi modelli di Edixa Reflex con esposimetro, ed anche apparecchi 35 mm a telemetro come la Leica M2, la Leica Ig, la Kodak Retina IIIS. 
    Dalla Germania Orientale arrivò una reflex monoobiettivo con pentaprisma per il formato 6x6: la Praktisix. 
    L'industria giapponese non fu da meno e negli USA presentò vari modelli di reflex 35 mm con pentaprisma (come Miranda Automatic, Asahi Pentax, Topcon R), di apparecchi 35 mm a telemetro (come Nikon S3, Topcon L, Minolta Autowide) ed altri apparecchi reflex biottici per il formato 6x6 e 4x4.

    L'industria italiana rispose con apparecchi economici ed alla Fiera di Milano erano in mostra le Closter Olympic e Princess Record, le Gamma Atom ed Atlas, la Bencini Comet 35, la Ferrania Ibis 44; in quell'anno nacque una nuova fabbrica, la SEDE di Roma, con la presentazione di due fotocamere, le Kelvin Maior e Minor. 
    Intanto sul Progresso Fotografico venne pubblicata per la prima volta la reclame di una fotocamera giapponese, era la Konica III.

    In Germania la Photokina diventava sempre più grande (70.000 mq., oltre 500 espositori di cui 172 stranieri, 200 mila visitatori) con buoni affari per l'industria tedesca soprattutto negli apparecchi di prezzo medio e nelle attrezzature per il cinema a formato ridotto. 
    Era presente un discreto numero di espositori giapponesi con buoni prodotti a basso costo, tra le industrie rappresentate si poteva notare Asahi, Canon, Olympus, Yashica.


VOCI DALLA FIERA DI MILANO

CLOSTER
PRINCESS RECORD

CLOSTER
OLYMPIC

OFFICINE GAMMA
ATOM

OFFICINE GAMMA
ATLAS

SEDE
KELVIN MAIOR

SEDE
KELVIN MINOR

BENCINI
COMET 35

FERRANIA
IBIS 34


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